CALCIO: L’INTER SCIVOLA COL SASSUOLO, LA JUVE RAGGIUNGE I NERAZZURRI AL SECONDO POSTO Il Napoli è campione d'inverno grazie alla vittoria (5 a 1) col Frosinone

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Si è conclusa la 19° giornata di Serie A, quella che sancisce il termine delle gare di andata. Il Napoli si laurea campione d’inverno grazie al 5 a 1 realizzato al Matusa contro il Frosinone. Complice anche la sconfitta dell’Inter, che, ironia della sorte, ha perso 1-0, perdendo il primato: il Sassuolo batte la ex capolista in una partita dal finale thriller. La firma della vittoria, arrivata al 95′, la mette Berardi su rigore. Una condanna troppo severa per la squadra di Mancini che costruisce occasioni ma le spreca tutte. La sconfitta sa di beffa, eppure il grande demerito dell’Inter è stato quello di non essere riuscita a segnare, mentre il Sassuolo ci ha creduto fino all’ultimo. La provincia si prende le sue soddisfazioni in una sfida dove i migliori in campo sono stati i portieri, Handanovic e Consigli, autori di autentiche prodezze.

A Verona è tutta un’altra storia: Ballardini non si presenta in sala stampa per commentare la vittoria del Palermo sul Verona. Al suo posto c’è il direttore sportivo Manuel Gerolin. “Dopo una settimana ricca di nervosismo il nostro allenatore ha preferito non parlare – riferisce il dirigente rosanero -. Se questa vittoria rinsalda la sua posizione? E’ una domanda a cui non posso rispondere. Non ho ancora sentito il presidente, quindi non lo so”. Gerolin sottolinea: “abbiamo preparato bene questa partita che sapevamo essere importante. E’ arrivata una bella vittoria, sofferta ma altrettanto fondamentale. Sorrentino? E’ stato un protagonista, certo non credo di scoprirlo io”.

“Dopo la rete di Vazquez – continua – il gruppo Palermo è sembrato davvero compatto. Unica nota stonata Ballardini, che non è stato coinvolto dai festeggiamenti sia dopo la rete che a fine partita. E’ stata una settimana particolare, nervosa. Poi lui è fatto cosi. Quando si vince non esulta. Non credo ci sia nulla di strano in questo”. Con l’amaro in bocca rimane Gigi Delneri: “Ventisei tiri in porta, oltre dieci calci d’angolo, una grande prestazione di Sorrentino e non è la prima di un portiere contro l’Hellas, difficile commentare una sconfitta cosi”. Per il tecnico veneto “la squadra ha dato tutto quello che poteva. Credo che stiamo lavorando bene – conclude – e con la mente io e il mio staff non siamo ancora retrocessi. Penso che adesso ci voglia dignità. Ma quella c’è sempre e sono sicuro che sempre ci sarà”.

La Juventus passa la prova del nove battendo una Sampdoria non del tutto convinta di riuscire nell’impresa, la Signora aggancia l’inter al secondo posto in classifica grazie a una gara perfetta. Per affrontare la genovese Allegri cambia i giocatori: Rugani entra dal 1′ preferito a Caceres, Lichsteiner sulla sinistra e a centrocampo Hernanes. Davanti la coppia Morata Dybala. Montella invece non cambia la squadra che ha vinto il derby con Carbonero, Cassano e Eder in attacco. La partita inizia subito con le prove di tiro della Juventus: Pogba al 9′ da fuori area impegna Viviano e una manciata di minuti dopo Hernanes si fa vedere tra le linee e tira senza colpire la rete.

Al 17′ Pogba al volo mette la palla nell’angolino con una realizzazione perfetta. Lo scontro di gioco involontario tra Morata e Soriano porta all’uscita del capitano blucerchiato per problemi fisici e la conseguente sostituzione con il giovanissimo Ivan fa zittire il Ferraris. L’assenza del calciatore che si è spesso dimostrato fondamentale nelle strategie d’attacco della Samp è un problema. Cassano ci prova: il talento di Bari vecchia inventa una struttura fantasmatica per Fernando che viene atterrato al limite da Bonucci. La Sampdoria continua a far fatica a superare il centrocampo blindato dei bianconeri che non sembrano risentire dell’assenza di un regista di razza come Marchisio.

Nella ripresa ecco il gol della Juve. Un’azione che nasce da Dybala e che s’inserisce tra le linee e vede arrivare Khedira. Il tedesco riceve il pallone e supera d’esterno Viviano. Tra i giochi di prestigio di Hernanes e Pogba cui si oppone in più modi Viviano, si fa vedere Cassano con un paio di giocate che non trovano sponde come al 15′ st: Fantantonio disegna una parabola perfetta per Eder che di testa, a pochi metri da Buffon, riesce a mettere fuori. Ma Cassano non si da per vinto e al 19′ riapre la partita con il primo gol dal suo ritorno in blucerchiato: riceve dal limite, scambia largo con Carbonero che gli restituisce palla: il colpo precisissimo del barese s’insacca nell’angolino basso alle spalle di Buffon. Esplode lo stadio e la Samp sembra svegliarsi da un letargo mortifero. Nel finale Chiellini salva sulla linea l’ultimo disperato tentativo della Samp di pareggiare.

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