IL NEPAL CELEBRA LA FESTA DELL’UNITA’ NAZIONALE

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L’11 gennaio il Nepal celebra la Festa dell’unità nazionale. Quella del Nepal è una storia molto antica, che affonda le sue radici nella notte dei tempi. Si narra che in tempi remoti la valle di atmandu fosse un lago, e una divinità, fendendo il terreno con un colpo di spada creò la gola di Chobar, facendo così defluire le acque. Intorno all’VIII a.C., i Kirati furono i primi abitanti della valle a darsi un’embrionale organizzazione sociale. Due secoli dopo, in questa terra nacque Siddharta Gautama, il Buddha. Nel IV secolo d.C. il territorio fu invaso dai Lichhavi, che introdussero l’induismo e il relativo sistema sociale delle caste.

A quel tempo, il Nepal non era un regno unito, ma un insieme di stati costantemente in guerra fra loro. Nella valle vi erano alcune città-stato indipendenti, ciascuna con il proprio sovrano. Spesso i governanti erano legati da vincoli di parentela, ma all’occasione non esitavano a dichiararsi reciprocamente guerra. I primi contatti fra il popolo del Nepal e gli europei avvennero quando i gesuiti portoghese visitarono la città di Lhasa nel 1628.

L’unità politica nepalese è un fatto relativamente recente: verso il XVIII secolo, al declino della stirpe dei Malla, si assistette all’affermazione degli Shah, una famiglia che regnò fino al 2007, anno dell’abolizione della monarchia. Costoro sottomisero progressivamente gli altri regni locali finché, durante la festa dell’Indra Jatra del 1768, conquistò con il suo esercito Katmandu, divendo così il primo re del Nepal unificato.

Nella notte del 14 settembre 1846 un ufficiale dell’esercito fece assassinare a tradimento numerosi membri della Corte e dell’esercito. Grazie a questo espediente, alla sua scaltrezza, riuscì ad accentrare su di sé il potere, riuscendo a farsi nominare Maharaja dal sovrano, con garanzia di trasmissione del titolo ai suoi discendenti. Si creò così una diarchia nella quale il monarca era esautorato di ogni potere, mentre il governo era in mano alla famiglia Rana, il nuovo e prestigioso cognome adottato da Jang Bahadur.

Dopo l’inasprirsi della violenza e della protesta popolare, il re fu costretto a indire un referendum sul sistema politico in vigore. Nel 1990, in un clima di aperta rivolta, il re dichiarò decaduto il vecchio sistema, e si accinse ad assumere il ruolo di sovrano costituzionale. Fino al 2001 vi fu una successione di governi di coalizione senza maggioranze sufficientemente forti, e generalmente senza un preciso indirizzo politico. Nel 1996, dopo un ultimatum al governo, iniziò l’attività della guerriglia da parte del Partito Comunista Maoista Nepalese.

Nella primavera del 2006 è scoppiata la seconda mobilitazione generale per la democrazia nella storia del paese: migliaia di nepalesi sono scesi in piazza per chiedere il ritorno alla democrazia. Il 21 aprile, dopo una settimana di cortei di massa, re Gyanendra ha rinunciato al potere assoluto, e ha invitato i sette partiti d’opposizione a designare un nuovo primo ministro. La scelta è caduta su Girija Prasad Koirala. Il 30 aprile si riunì il Parlamento, approvando all’unanimità la proposta per l’elezione di un’Assemblea Costituente. Il 24 dicembre del 2007, sette partiti si sono accordati sull’abolizione della monarchia e il giorno dopo venne approvata la transizione in Repubblica Democratica Federale. Le prime elezioni dopo nove anni sono avvenute il 10 aprile del 2008, sancendo con 220 seggi su 601, la netta vittoria del partito maoista. Il 28 maggio dello stesso anno è stata proclamata la Repubblica.

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