Gli esami del governo

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intercettazioni

Dopo la pausa natalizia (da molti considerata particolarmente lunga, dato il contesto nazionale e internazionale particolarmente teso) l’attività parlamentare si rimette in moto lunedì alla Camera, con il voto finale sulle riforme costituzionali e con la discussione generale sulla questione Ilva. Contestualmente prosegue il serrato dibattito sulle Unioni civili, dato che il testo è atteso per la fine del mese al Senato. Insomma, dopo le schermaglie festive la politica torna in pista. E lo fa proponendo un’agenda particolarmente ricca e significativa, tanto che molti osservatori considerano l’iter delle riforme costituzionali e il dibattito sulle unioni civili fondamentali per il governo. E se nel primo caso si tratta solo di una proiezione, la vera resa dei conti ci sarà con il referendum confermativo del prossimo autunno, il secondo tassello di questo complesso mosaico, considerato che la questione dell’immigrazione tecnicamente sta a lato ma rischia di deflagrare con tutta la sua elettorale, nel senso che potrebbe incidere sul voto delle amministrative, rischia di segnare la legislatura. Stabilire con esattezza come incideranno sulla società le Unioni civili, che impatto avranno sulla famiglia, dalla quale è difficile prescindere, rappresenta un passaggio chiave per il nostro Paese e per il futuro stesso del governo. Il fatto stesso che molte forze politiche abbiano deciso di aggrapparsi alla libertà dimostra quanto sia spinoso il tema. Con estrema pacatezza e grande lucidità sostiene Paola Binetti, deputata di Area popolare, che nel dibattito in corso sulle unioni civili ci sono almeno “tre evidenti contraddizioni”.

“Il primo punto riguarda la natura stessa del Ddl, che inizialmente doveva garantire diritti fondamentali della coppia e oggi invece sembra che debba garantire pressoché esclusivamente il diritto a nascere di un possibile figlio”, sostiene la deputata, “non è la coppia a essere presa in considerazione, ma il bambino. E’ evidente che cambiando il punto cruciale del dibattito, l’intero ddl dovrebbe cambiare di prospettiva”. Un’osservazione tutt’altro che di secondaria importanza. Cambiare in corsa la prospettiva, se non addirittura il punto di approdo rispetto al dato di partenza, è quanto mai fuorviante. Da la sensazione che una parte della maggioranza voglia usare quel ddl Cirinnà come cavallo di Troia. Il secondo punto da chiarire con forza è il rimando alla legge 40 “come garanzia che in Italia non si ricorrerà all’utero in affitto”. “La miriade di sentenze che hanno tentato di smantellare la legge 40 in questi ultimi 10 anni”, dice la Binetti, “con il plauso della sinistra italiana, non rappresenta a nessun titolo una fonte di garanzia”. Infine il terzo punto riguarda il pensiero della Cei sulle Unioni civili e, in particolare, è incentrato sulla strategia ottimale per affrontare il problema: “questione di fondamentale importanza per tutti i cattolici che vogliono essere buoni figli della Chiesa”. Come si vede si tratta di domande importanti che meritano risposte nette, inequivocabili. Come richiede un esame di maturità.

Meno complesso, essendo particolarmente chiaro il valore elettorale dell’operazione, il capitolo delle riforme costituzionali. “Lunedì 11 gennaio la Camera vota la IV lettura delle riforme costituzionali. Poi toccherà al Senato e ad aprile il voto finale ancora della Camera”, afferma il presidente del Consiglio, Matteo Renzi nella solita E-news, “quindi, ragionevolmente, a ottobre il referendum finale. Saranno semplicemente gli italiani e nessun altro a decidere se il nostro progetto va bene o no”. Al netto del fatto che molti italiani devono ancora capire di che cosa stiamo parlano, in particolare di come cambia il Senato, è del tutto evidente che questo referendum sta assumendo i contorni della prova plebiscitaria: o come o contro di me. Solo dopo quel volto Renzi potrà dire di essere un premier eletto dai cittadini. Ed anche quella, a suo modo, sarà una grande prova di maturità. Alle quali ne seguiranno altre, perché gli esami non finiscono mai…

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