CASO BANCHE, RENZI: “SARO’ PRESENTE AL VOTO SULLA FIDUCIA” Il premier nell'e-news: "Spiegherò cosa abbiamo fatto". Tra le priorità del 2016 non cita le unioni civili

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Nella prima e-news del 2016 Matteo Renzi sciorina le prossime sfide del governo partendo da una premessa: l’anno “si annuncia molto complicato a livello internazionale” ma l’Italia oggi “è più stabile politicamente”e potrà quindi affrontare con fiducia tutte le sfide a partire dal referendum costituzionale di ottobre nel quale “gli italiani decideranno” se il ddl Boschi che abolisce il bicameralismo perfetto “andrà bene o no”. In agenda ci sono diverse priorità, ma Renzi, saggiamente, non cita il ddl Cirinnà sulle unioni civili che ha generato più di un mal di pancia nella maggioranza e nello stesso Pd. Il premier annuncia anche di voler essere in Aula per rispondere alla mozione di sfiducia presentata contro il governo sul caso banche. “Martedì 19 gennaio mi presenterò personalmente per illustrare nel dettaglio che cosa abbiamo fatto sino ad oggi e cosa intendiamo fare”, afferma, gettando il guanto di sfida: “Per rispetto a deputati e cittadini parleremo con molta chiarezza e determinazione”. Anche il quadro europeo è complicato: “La crisi dei migranti, lo stallo delle elezioni spagnole, le tensioni per le nuove leggi polacche, il referendum inglese, il post-emergenza greco, l’ondata populista lepenista in Francia”.

E rivolgendosi più a Juncker e Dijsselbloem che agli iscritti del Pd, Renzi chiosa: “Davvero pensiamo che il problema sia lo 0,1% di flessibilità in più o in meno dell’Italia?”. Per questo il premier smentisce “le dotte dissertazioni sulla possibile rottura con Bruxelles”: “Non scherziamo, amici – scrive – l’ Italia non va in Europa a battere i pugni sul tavolo: al massimo alza la mano e fa qualche domanda” come all’ultimo Consiglio Ue. Renzi, intanto, già rivendica i buoni risultati interni sul fronte economico e occupazionale negando che derivino da “fattori esterni”. Il merito, ribadisce, è delle riforme, come il Jobs act, che “se fatte bene, servono”. E lo dimostrerebbe il fatto che mentre lo spread dell’Italia è diminuito quello della Spagna è salito. Ciò è accaduto perché “l’Italia oggi è più stabile e ha fatto le riforme”. Dunque “è piuù credibile”. E qui il premier torna a “punzecchiare” la stampa che non si è comportata come lui avrebbe voluto, dando spazio ai “gufi” presenti nelle slide della Conferenza di fine anno, anziché “ai risultati ottenuti dal governo”. “Sarebbe fantastico”, aggiunge, se i media si comportassero diversamente.

Ma al di là di questo, il 2016 può segnare un aumento della credibilità del Paese se andranno in porto altre riforme come quella costituzionale lunedì al voto della Camera. Dopo la rapida seconda lettura conforme di Senato e Camera “a ottobre ragionevolmente ci sarà il referendum finale – avverte – e saranno semplicemente gli italiani e nessun altro a decidere se il nostro progetto va bene o no”. Il “nostro progetto”, sottolinea, con i sì che serviranno a legittimare la sua azione di governo come aveva già detto alla Conferenza di fine anno. La riforma è la prima delle 10 priorità di gennaio che Renzi indica (“di cui leggete poco o niente sui media tradizionali”, aggiunge polemicamente). Tra queste: l’approvazione di alcune leggi come il codice degli appalti o la presentazione della candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024.

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