CLAMOROSO: EL CHAPO INCASTRATO DALLA VANITA’ E DA SEAN PENN L'attore voleva realizzare un film sulla storia del boss. L'incontro tra i due sarebbe stato decisivo per le indagini

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penn el chapo

“La vanità è il mio peccato preferito”. John Milton, alias Al Pacino, coprotagonista de “L’avvocato del diavolo” non smette mai di ripeterlo. Un debolezza costata cara anche a Joaquin Guzman, detto “el Chapo”, super boss del cartello messicano di Sinaloa, una delle più potenti organizzazioni di narcotrafficanti, arrestato l’8 gennaio. Secondo quanto riferito dalla rivista “Rolling Stone” l’attore e regista Sean Penn voleva realizzare un film sulla storia di El Chapo e lo avrebbe contattato per un’intervista. A fare da mediatrice sarebbe stata l’attrice messicana Kate de Castillo, che aveva interpretato il ruolo di una regina della droga in una soap del suo Paese. Il latitante, lusingato dalle avances di Hollywood, avrebbe accettato di incontrare Penn. Circostanza che gli è costata cara, essendo stata decisiva, secondo la procura generale messicana, per il suo arresto. Proprio questo sarebbe l’incontro cui si riferiva la pm Arely Gómez quando venerdì sera ha detto che una delle ragioni che hanno portato alla cattura è stata quella di essere venuti a conoscenza dell’intenzione di “El Chapo” di realizzare un film autobiografico.

L’incontro si svolse il 2 ottobre sera, in una zona rurale nel centro del Messico, e proseguì fino all’alba. Sean Penn ha raccontato di essere atterrato il 2 sera da Los Angeles in una città centrale del Messico che non ha identificato e qui aveva preso un piccolo aereo in compagnia di Kate del Castillo. Poi si erano spostati in un ranch isolato con diversi veicoli, uno dei quali guidato dal figlio di Guzman, ed erano infine arrivati nel luogo concordato passando anche senza problemi un controllo militare. Penn ha spiegato di essere rimasto in Messico in attesa del secondo incontro, che però appunto non ci fu mai, e quindi poi rientrò a Los Angeles.

L’articolo pubblicato online da Rolling Stones porta il seguente titolo: “Parla El Chapo: visita segreta all’uomo più ricercato al mondo”. Ed è accompagnato da una foto di una stretta di mano fra Sean Penn e Guzman, scattata durante l’unico incontro avuto dai due, in un luogo non precisato. Nonostante le parti si fossero accordate per avere un secondo incontro otto giorni dopo il primo, questa seconda riunione non ebbe mai luogo e il boss dei narcos inviò invece a Sean Penn una registrazione video con le risposte alle domande che l’attore gli aveva mandato.

L’attore sospetta che il secondo incontro non si tenne perché, pochi giorni dopo il primo, la zona rurale in cui i due si erano visti fu oggetto di un’intensa ricerca da parte delle autorità messicane: secondo l’attore questo raffreddò di fatto i contatti con gli intermediari. Nell’articolo su Rolling Stones, Sean Penn racconta cosa ha fatto per arrivare all’incontro con “El Chapo”, utilizzando i contatti dell’attrice di telenovelas Kate del Castillo, e fornisce alcuni dettagli sulla vita del capo del cartello di Sinaloa. L’incontro aveva solo come proposito quello di fare l’intervista per Rolling Stones, ma Sean Penn riporta che “El Chapo” manifestò il suo interesse a che si realizzasse un film sulla sua vita.

Nell’intervista, rilasciata a partire dalle domande fatte arrivare dall’attore al boss dei narcos, Guzman dice di avere cominciato a lavorare con la droga a 15 anni e racconta i suoi primi passi nel business della droga, aggiungendo che anche mentre era in carcere i suoi affari continuarono. “Niente è diminuito e niente è aumentato”, afferma. “Voglio vivere con la mia famiglia i giorni che Dio mi ha dato”, prosegue il narcotrafficante.

Inoltre Sean Penn riporta che nel colloquio avuto di presenza “El Chapo” si è vantato della sua influenza: “Io fornisco più eroina, metanfetamine, cocaina e marijuana di ogni altra persona al mondo. Ho flotte di sottomarini, aerei, furgoni e barche”, avrebbe detto. Fra i dettagli emersi dall’intervista, fra l’altro, ci sarebbe anche il fatto che Guzman avrebbe mandato ingegneri in Germania per tre mesi affinché imparassero come evitare problemi scavando il tunnel attraverso il quale lui è evaso dal carcere. Dopo l’uscita della notizia la procura generale del Messico ha iscritto Penn nel registro delle notizie di reato.

 

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