STAR WARS INSEGUE PUCCINI

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In quel cassetto della memoria che risaliva ai tempi della scuola di musica c’era un file che “girava”, e che ogni volta che risuonava il tema di Star Wars si riaffacciava. Così Marcello Filotei, giornalista dell’Osservatore Romano esperto di musica, ha deciso di iniziare una sua personale ricerca. Con la mente è tornato al pianoforte sul quale si appassionava studiando ore con davanti – tra i tanti – lo spartito della Manon Lescaut di Puccini. Fino ad arrivare allo scoop: le note caratteristiche del tema della saga interstellare erano state messe nero su bianco proprio dal maestro italiano, ben prima che John Williams ne facesse un successo planetario. “Sono andato a verificare – racconta a In Terris Marcello Filotei – e ho verificato che nel finale dell’intermezzo della Manon Lescaut, per pochi secondi e con un ritmo diverso, vengono però suonate esattamente le note del tema che ha reso famosi Darth Vader & company.

John Williams era dunque passato al Lato Oscuro della Forza?
“No, tutto ciò che dico non è per andare a fare le pulci al compositore statunitense 40 anni dopo, ma per segnalare che nel cinema contemporaneo si continua a utilizzare per il commento sonoro un linguaggio che in musica, nella parte colta, è finito da oltre 50 anni; non perché i compositori lo abbiano deciso a tavolino, ma per consunzione. Finché però si continua a utilizzare questo linguaggio, o sei molto creativo, cosa che è possibile ovviamente, oppure necessariamente ricadi in stereotipi, soprattutto quando si va a scrivere cose molto caratterizzate, come per il Cinema”.

Quindi cosa è accaduto per le musiche della saga creata da George Lucas?
“Non si può ridurre il lavoro del direttore d’orchestra e compositore statunitense a quello di un oscuro copista di melodie. Non è così. Però la storia della musica la conosceva certo molto bene. Comunque, anche il melomane più incallito si può distrarre per un attimo, si sa che se nessuno sta cantando si abbassa l’attenzione. Forse per questo non hanno segnalato a John Williams la forte somiglianza con un tema che Puccini usò per pochi secondi, con modalità molto poco guerresca e con funzione di ponte tra una scena e l’altra dell’opera”.

Non è però l’unico caso…
“No. The Dune Sea of Tatooine (quarto episodio della saga) assomiglia tanto all’introduzione della seconda parte de Le Sacre du printemps di Igor Stravinskij, intitolata “Il sacrificio”. Può succedere, però è un po’ più raro quando anche l’orchestrazione è simile. Le Sacreè stato scritto nel periodo tra il 1911 e il 1913, a ridosso della prima guerra mondiale, così come I Pianeti del compositore inglese Gustav Holst, che terminò la sua fatica nel 1916 per vedere eseguita solo nel 1918 la sua suite per grande orchestra in sette movimenti. Si tratta, come dice il titolo, di pezzi che descrivono il “carattere” di vari pianeti. Ovviamente Mars, The Bringer Of War, il primo della serie, ha un piglio impetuoso, un ritmo opprimente e forti dissonanze. All’epoca fu definito «il più feroce pezzo di musica di tutti i tempi». Quello che ci voleva per Imperial attack, sempre dal quarto episodio della saga”.

Questo rischio di plagio, anche involontario, sembra ineluttabile. E’ così?
“No. Ci sono grandissimi esempi di musica contemporanea, che magari non riempirebbero le sale di un concerto, ma come colonne sonore hanno avuto un grande successo. Un esempio su tutti, 2001 Odissea nello spazio, dove ci sono brani di musica contemporanea di autori notissimi che però ai propri concerti non avrebbero fatto mai il pienone dei film”. E, aggiungiamo, lo stesso concetto si può applicare alla vendita dei dischi.

Sono cambiati i tempi…
“Così come il Cinema non si gira più come negli anni 50, nella composizione extra cinematografica non si lavora più come allora, anche nella composizione adatta al Cinema non si cerca più l’originalità assoluta. Diciamo però che se vinci l’Oscar per la colonna sonora almeno devi essere creativo, molto creativo”.

Un’ultima curiosità?
“Beh, nelle mie ricerche, una mi ha fatto sorridere. Un film del 1973 con la colonna sonora di Ennio Morricone, dove a un certo punto arrivano circa 150 cow boy a cavallo; come sottofondo, riorchestrata, c’è La Cavalcata delle Valchirie. Nel 1979 arriva Apocalypse Now, con la famosa scena degli elicotteri con ‘sotto’ proprio La Cavalcata delle Valchirie, in originale. Ecco, c’è chi si è lamentato del fatto che la colonna sonora di Apocalypse Now fosse copiata da Morricone, senza minimamente pensare a Richard Wagner”.

 

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