KERRY ACCUSA PECHINO: “APPROCCIO SOFT CON LA COREA DEL NORD” Nel frattempo seul ha ripreso le trasmissioni di propaganda contro Pyongyang

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Un approccio troppo “soft” è l’accusa che il segretario di Stato americano, John Kerry, ha mosso contro Pechino a due giorni dall’annuncio di Pyongyang secondo cui la Corea del Nord avrebbe testato la bomba a idrogeno. Secondo Kerry, la strategia della Cina per tenere a bada il regime nordcoreano si è rivelato fallimentare. “La Cina aveva un approccio particolare che voleva adottare e abbiamo accettato di dar loro spazio perché lo attuassero. Oggi nella mia conversazione con i cinesi ho lasciato chiaramente intendere: non ha funzionato e non possiamo continuare come se nulla fosse”, ha aggiunto, al termine di una conversazione telefonica con l’omologo cinese, Wang Yi. Lo riferisce il New York Times.

E mentre gli Stati Uniti fanno pressione sulla Cina perchè rimetta in riga la Corea del Nord, Seu ha ripreso le trasmissioni di propaganda a tutto volume al confine: un eclettico mix di pop coreano, previsioni del tempo, brevi news e critiche del regime nordcoreano, riporta in vita le tecniche di guerra psicologica risalenti ai tempi del conflitto di Corea del 1950-1953. Ma l’effetto è assicurato. L’uso della propaganda durante una fiammata della tensione lo scorso anno ha fatto infuriare Pyongyang, che a un certo punto ha minacciato di sparare colpi d’artiglieria sugli altoparlanti se non fossero stati spenti.

Seul ha finalmente spento il sonoro ad agosto dopo un accordo per ridurre la tensione che aveva portato i due Paesi sull’orlo di una guerra. Ora è stato riacceso, una punizione per il test che secondo Pyongyang era di una bomba all’idrogeno e che ha provocato condanna e sdegno in in tutto il mondo. Gli esperti hanno però forti dubbi che la Corea del Nord sia in grado di costruire una bomba H. L’esplosione nucleare ha convinto il Consiglio di sicurezza dell’Onu a riunirsi in seduta straordinaria per mettere a punto una risposta. Gli occhi sono puntati sulla Cina, primo alleato di Seul, che dopo il test non ha dato segni di voler approvare nuove sanzioni contro il difficile vicino.

 

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