LIBIA, AUTOBOMBA CONTRO UN CHECKPOINT DI LANUF: 7 MORTI L'attentato, rivendicato dall'Isis, è arrivato poche ore dopo la strage di Zlitan. Entrambi sono stati compiuti da "combattenti stranieri"

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Il processo di pacificazione in Libia, avviato con la firma dell’accordo per un governo, spaventa l’Isis, che in questi giorni è tornata a colpire nel Paese. Dopo Zlitan – dove ieri mattina un camion bomba è esploso all’interno di un campo d’addestramento della polizia, provocando almeno 70 morti – è stata la volta di Ras Lanuf. Nella serata di giovedì un kamikaze a bordo di un autobomba si è lanciato contro un check point situato davanti all’ingresso principali della città della Libia orientale. Il bilancio dell’attentato è di 7 morti e 11 feriti. Poco dopo, quando già la rete di simpatizzanti del Califfato inviava messaggi di giubilo sul web, è arrivata anche la rivendicazione da parte del Daesh. Con un messaggio online, l’Isis ha annunciato che l’attentato è stato eseguito da combattenti stranieri a bordo di un’autobomba.

Tunisi ha voluto ribadire “la sua piena solidarietà alla Libia in questa dolorosa prova”, si legge in un comunicato. Inoltre, la Tunisia ha invitato “tutte le parti libiche ad accelerare l’attuazione dell’accordo politico per formare un governo di unità nazionale, in grado di affrontare le sfide della sicurezza e quelle economiche”. La Tunisia ha ribadito infine il suo appello alla comunità internazionale a raddoppiare gli sforzi per sradicare la piaga del terrorismo che minaccia la pace e la sicurezza internazionale.

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