DI SEGNI: “COL PAPA DIALOGO APERTO NON SOLO SULLA TEOLOGIA” Il prossimo 17 gennaio Bergoglio si recherà in visita alla Sinagoga di Roma

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Il prossimo 17 gennaio Papa Francesco si recherà in visita alla Sinagoga di Roma. Diventerà il terzo Pontefice, prima di lui Wojtyla e Ratzinger, ad entrare nel Tempio Maggiore di Lungotevere de’ Cenci. In un’intervista al Corriere della Sera, è il Rabbino Capo di Roma, Riccardo Di Segni, a spiegare come si sia arrivati a questo appuntamento. Al contrario di quanto ci si potrebbe aspettare, la teologia è l’ultimo dei temi per cui si sono incontrati – diverse volte da quando Jorge Mario Bergoglio è stato eletto come successore di Pietro – ma i contatti e le visite “nascono sempre da un’occasione o un motivo particolare. Si parla soprattutto di questioni pratiche, di visioni del mondo, di argomenti storici”.

“La visita di Wojtyla, 30 anni fa, fu la rivoluzione, lo spartiacque. La seconda è stata fatta da un Papa, Ratzinger, che aveva un particolare rapporto con l’ebraismo e che ha voluto sottolineare la continuità. Il suo stile era dottrinale, teologico, sapienziale, anche formale – ha spiegato Di Segni -. Adesso credo che gli elementi principali siano la continuità, il particolare momento storico, ma anche il rapporto diverso, pastorale, che Francesco ha con il pubblico”.

Il rabbino ha spiegato come l’evento sia stato organizzato su “misura” per Papa Francesco perché, sicuramente, “vorrà salutare direttamente il numero più alto possibile di persone, molti ebrei avranno piacere di stringergli la mano, sarà un’ulteriore tappa nella Storia”. “Oggi il mondo è insanguinato da conflitti che si alimentano con la religione vissuta come generatrice di odio, violenza, distruzione. Il nostro incontro – conclude l’intervista Di Segni – vuole lanciare un messaggio opposto: la diversità religiosa come dimostrazione di convivenza, di gara di collaborazione per il bene di tutti”.

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