TERRORISMO, ANNAMARIA FURLAN: “L’EUROPA UNITA DEVE REAGIRE CONTRO L’ODIO E LA VIOLENZA” Il segretario generale della CIsl ha anche sottolineato come la chiusura delle frontiere non sia una soluzione plausibile per risolvere il problema dei flussi migratori

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“Deve essere l’Europa unita a reagire contro il terrorismo, a contrastare il dilagare della violenza in tutte le sue forme attraverso la promozione dei valori di integrazione, coesione sociale e cooperazione internazionale, nel rispetto delle fedi, delle culture, delle identità”. E’ quanto ha dichiarato Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl, in occasione dell’anniversario della strage al giornale satirico francese Charlie Hebdo. Nella giornata di ieri una delegazione del sindacato confederato ha partecipato a Parigi alla manifestazione indetta dai colleghi francesi e dalla Ces per esprimere solidarietà al popolo d’Oltralpe e condannare i tragici atti terroristici accaduti nella capitale francese un anno fa.

In una nota il segretario della Cisl ha evidenziato come “il terrorismo con la sua tragica ideologia di morte e di violenza continua a provocare morti e feriti ed ad infliggere paura e terrore in tutto il mondo, minando i valori fondanti di solidarietà, pacifica convivenza e libertà di ogni civiltà democratica”. La leader della Cisl aggiunge che “mentre alcuni paesi unilateralmente decidono di chiudere le frontiere violando il trattato di Schengen, diventa sempre più necessaria una risposta autorevole dell’Europa anche per arginare e sconfiggere l’odio e la violenza dell’aggressione terroristica”. Infatti, secondo la Furlan, solo rimanendo uniti si può sconfiggere questa ideologia di morte e distruzione.

“Per questo – aggiunge – è indispensabile una Confederazione Europea dei sindacati unita ed integrata, un obiettivo cui la Cisl non farà mancare il proprio impegno per realizzarla e promuoverla”. “Tutti i lavoratori europei devono essere oggi pronti a dare il loro contributo, – prosegue Furlan – come è avvenuto in altri momenti della storia del nostro continente, per sconfiggere l’odio ed il fanatismo di chi vuole mettere in discussione la pace, la convivenza civile, l’integrazione tra i popoli. L’idea dell’Europa unita è scaturita come presidio di pace sulle macerie di due guerre mondiali e dell’olocausto”.

“La Cisl è nata, unica nel panorama sindacale italiano, con questa stupenda utopia concreta dì civiltà – sostiene - senza pace non c’è giustizia sociale e senza giustizia sociale non può esserci pace. In questa reciprocità risiede la civiltà del lavoro, l’essenza della nostra missione, il senso etico e politico delle nostre opere e la speranza dei nostri giorni. Su questi temi il movimento sindacale europeo, la Ces in primo luogo, devono far risuonare, limpida e forte, in tutte le sedi istituzionali ed in tutte le piazze d’Europa la voce del lavoro, voce di denuncia, di responsabilità, di passione, di proposta, di partecipazione”.

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