TRUPPE TURCHE IN IRAQ, OBAMA: “ANKARA RITIRI I SUOI SOLDATI” Il presidente Usa ha ribadito il suo sostegno al premier iracheno al Abadi. La Casa Bianca aiuterà Baghdad a superare la crisi economica

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barack obama

La Turchia deve ritirare i soldati inviati in Iraq senza il consenso di Baghdad. Lo ha ribadito il presidente Usa, Barack Obama, nel corso di un colloquio telefonico con il premier iracheno Haider al Abadi, secondo quanto riferito oggi dal quotidiano turco “Hurriyet”. Le relazioni diplomatiche tra Iraq e Turchia si sono raffreddate dopo che lo scorso 4 dicembre la Turchia ha deciso di inviare nella zona di Mosul uomini e mezzi militari senza l’autorizzazione di Baghdad, anche se da alcuni mesi nella zona operano gli istruttori di Ankara. In seguito a ciò l’Iraq si è rivolta anche all’Onu per chiedere alla Turchia di richiamare immediatamente i propri uomini.

Nel corso del colloquio telefonico il presidente Obama ha espresso il proprio sostegno nella lotta contro lo Stato islamico, sottolineando che l’Iraq svolge un ruolo fondamentale per allentare le tensioni in Medio Oriente. Secondo quanto riferito dalla presidenza del consiglio irachena attraverso una nota, Obama ha ribadito il sostegno degli Usa all’Iraq nella guerra contro il terrorismo e ha espresso le sue congratulazioni per la recente vittoria dell’esercito contro lo Stato islamico a Ramadi. Il capo della Casa Bianca ha promesso di aiutare l’Iraq nell’affrontare la crisi economica dovuta al calo dei prezzi del petrolio e ha voluto sottolineare che l’Iraq gioca un ruolo di primo piano nel prevenire la polarizzazione delle divisioni settarie nella regione.

Il riferimento è alle crescenti tensioni tra sunniti e sciiti a causa dello scontro tra Arabia Saudita e Iran. Proprio ieri a Baghdad si e’ svolta una manifestazione scontro la condanna a morte del leader religioso sciita Nimr al Nimr da parte delle autorita’ di Riad. Oltre duemila persone fra membri e sostenitori delle milizie sciite irachene hanno manifestato nella capitale irachena contro l’esecuzione del leader politico e religioso da parte dell’Arabia Saudita.

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