PESARO, LAUREATO SENZATETTO MUORE DI FREDDO

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Era laureato in filosofia, Rocco Bonaposta, 42 anni. Non basta saper pensare, però, per sopravvivere. È morto di freddo, solo, su una panchina, a Pesaro, sua città natale. Città matrigna, come questo Paese, che non garantisce ai cittadini il minimo di sussistenza e dove il lavoro è ormai una ricchezza, non per tutti, anzi, per pochi. Era, infatti, senza occupazione, dopo avere avuto qualche supplenza come maestro, in passato. Se n’è andato così, in silenzio, come silenziosamente viveva da clochard, fuori dalle luci della ribalta di una vita dignitosa.

Lo ha trovato, martedi mattina, vicino all’ingresso di via Cimarosa del parco Miralfiore, un passante, che ha dato l’allarme alla Questura. Troppo tardi. Un arresto cardiaco, dovuto alle intemperie, ha scritto la parola fine sulla sua esistenza di anonimo dei diritti. La Caritas conosceva il suo nome, la sua realtà di senzatetto. Era il solo rifugio alla povertà di affetti oltre che di beni di prima necessità. I servizi sociali del Comune, invece, sembra ignorassero la sua condizione.

Secondo i dati della Caritas, sarebbero oltre 50mila le persone senza fissa dimora, in Italia. Milano (24 percento) e Roma (15 percento) hanno la maglia nera della civiltà. Cresce il numero di coloro che si rivolgono agli Help Center delle stazioni. Oltre un quarto sono italiani.

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