ITALIA, PENULTIMA IN EUROPA PER OCCUPAZIONE GIOVANILE

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La situazione del lavoro in Italia assume i colori di un dramma. A distanza di tre anni dalla laurea, soltanto il 52,9 dei giovani trova una occupazione stabile. Poco più della metà. È il dato peggiore nell’Unione Europea, dopo la Grecia. La media, in Europa, è dell’80,5 per cento, secondo le statistiche dell’Eurostat.

Ancora più allarmanti i dati di occupazione dei diplomati: soltanto il 30,5 percento trova lavoro a distanza di un triennio dal conseguimento del titolo. Anche i cosiddetti “professionali” non possono contare numeri di gran lunga migliori: il 40,2 percento ha un impiego. Nel 2014, soltanto il 45 percento degli italiani di età compresa tra i 20 e i 34 anni con un titolo formativo aveva un’occupazione retribuita, contro il 76 percento della media in Ue.

Anche secondo l’indagine condotta da AlmaLaurea su 490mila laureati di 65 atenei (su 72), si presenta uno scenario occupazionale difficile e faticoso tanto da rappresentare una emergenza sociale. Anche per chi abbia conseguito titoli formativi superiori. In Italia, i laureati sono il 22 percento della popolazione, contro una media europea del 37 percento.

La scarsa meritocrazia e trasparenza nel reclutamento hanno giocato un ruolo centrale nel determinare l’insoddisfacente performance del sistema produttivo italiano negli ultimi 20 anni”, si legge nel Rapporto 2015.

I problemi maggiori di stabilizzazione sono per chi abbia conseguito un titolo in discipline umanistiche.

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