IL VERO SIGNIFICATO DELL’EPIFANIA

1578
  • English
  • Español

“I Magi sono stati furbi: si sono lasciati guidare dalla stella. Tutto lo splendore del palazzo di Erode non li ha tratti in inganno: “Qui non c’e’!”. Mi auguro che la vostra vita venga accompagnata sempre con questi due segnali, che sono un dono di Dio: che non vi manchi la stella e non vi manchi l’umiltà di riscoprire Gesù nei piccoli, nei poveri, negli umili, in quelli che sono scartati dalla società e anche dalla propria vita”. Mentre la società dei consumi concentra i propri sforzi su gadget, regali e dolci della Befana, Papa Francesco ricorda l’essenza stessa della festa dell’Epifania, ossia il momento dell’arrivo dei Magi.

Nel tempo è stata scristianizzata la festività dell’Epifania, rimpiazzata con la più popolare vecchia strega, brutta ma buona, che porta dolcetti in regalo ai bambini al posto degli antichi Re Magi. Il termine “befana” sarebbe la corruzione lessicale di epifania (dal greco, epifáneia che significa: manifestazione) attraverso bifanìa e befanìa. L’origine di questa figura va probabilmente connessa a tradizioni agrarie pagane relative all’anno trascorso e alla rinascita dell’anno nuovo, tra la fine dell’anno solare (solstizio invernale) e l’inizio dell’anno lunare. Anticamente, infatti, la dodicesima notte dopo il solstizio invernale si celebrava la morte e la rinascita della natura attraverso la figura pagana di Madre Natura.

I Romani credevano che in queste dodici notti delle figure femminili volassero sui campi appena seminati per propiziare i raccolti futuri. La Chiesa condannò con estremo rigore tali credenze, definendole frutto di influenze sataniche. Queste sovrapposizioni diedero origine a molte personificazioni che sfociarono nel Medioevo nella nostra Befana, il cui aspetto, benché benevolo, è chiaramente imparentato con la personificazione di una strega. È però l’avvento dell’epoca moderna a dare l’impulso allo sviluppo dell’usanza della “calza appesa al caminetto” grazie all’opera delle tante industrie dolciarie e di giocattoli interessate al facile guadagno. Uno schiaffo alla cristianità, appunto.

L’Epifania è invece la festa cristiana celebrata dodici giorni dopo il Natale, ossia il 6 gennaio per le chiese occidentali e per quelle orientali che seguono il calendario gregoriano, e il 19 gennaio per le chiese orientali che seguono il calendario giuliano. Nelle Chiese cattolica ed Anglicana è una delle massime solennità celebrate, assieme alla Pasqua, il Natale, la Pentecoste e l’Ascensione, ed è quindi istituita come festa di precetto; nei Paesi in cui non è festività civile viene spostata alla domenica tra il 2 e l’8 gennaio.

E’ una festa “di movimento”, che fa capire come Cristo vada verso il mondo e il mondo verso di Lui. Lo fa attraverso dei simboli: i Magi, uomini dal cuore inquieto spinti dalla ricerca di Dio, la realtà più grande; Erode, uomo di potere che nel Bambino vede un rivale da combattere; la Stella, una delle “tracce” di Dio che potrebbe addirittura essere definita la Sua “firma” nella creazione.

In conclusione, è facile constatare, come il Natale e l’Epifania, feste cristiane per eccellenza, siano attaccate su molti fronti da uno spregiudicato consumismo di massa, motivato dal guadagno a tutti i costi ma anche da un subdolo tentativo, di allontanare e cancellare l’immagine di Cristo dai cuori e dalla memoria delle popolazioni di ogni parte del mondo. Come un cancro che divora dall’interno, le Festività si trasformano ogni anno di più nella “santificazione” del capitalismo, delle spese inutili, della corsa all’acquisto anche in tempi di crisi come questi, lasciando un vuoto e una povertà spirituale che nessun addobbo, cenone, calza di dolci o regalo può mai colmare.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

3 COMMENTS

  1. Ottimo articolo anche per me servirebbe per tutti noi una maggior consapevolezza del messaggio di Gesù Cristo

  2. iL MESSAGGIO PASQUALE SI RINNOVA QUOTIDIANAMENTE, E’ UN PASSAGGIO FATICOSO DELL’ANIMA DALLE TENEBRE ALLA LUCE, UN DESIDERIO CONTINUO DELL’ANIMA DI MIGLIORARE SE STESSA PER AVVICINARSI SEMPRE DI PIU’ AL TUTTO-DIO.

LEAVE A REPLY