CASO RENZI, DENUNCIATI I PM: “OMESSE LE INDAGINI PER LE SPESE PAZZE” Depositata l'accusa contro i giudici che archiviarono le indagini: "Non hanno voluto indagare"

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E’ stata presentata una denuncia scritta contro i due Pm e il Gip che hanno archiviato il caso delle spese pazze di Matteo Renzi quando era presidente della Provincia di Firenze. A presentare l’esposto alla Procura della Repubblica di Genova contro Giuseppe Creazzo, procuratore capo di Firenze, il sostituto Luca Turco e il Gip Alessandro Monetti, è Alessandro Maiorano, dipendente della provincia fiorentina.

Nella denuncia, Maiorano scrive che “sussitono tutti gli estremi affinché l’Autorità adita proceda ai dovuti approfondimenti per comprendere se i magistrati indicati in epigafe abbiano omesso atti d’ufficio o abusato di atti d’ufficio in danno dello scrivente e comunque a vantaggio del Renzi Matteo”. Le colpe dei magistrati sarebbero quelle di non aver indagato sulle accuse presentate dallo stesso accusatore e sostenute da alcuni documenti, contro il segretario del Pd, il quale sarebbe colpevole di aver utilizzato in maniera illecita i fondi della Provincia a sua disposizione.

 

La vicenda iniziò il primo agosto del 2014, quando l’ex dipendente della Provincia presentava alla Procura di Firenze una denuncia contro Matteo Renzi per i reati di “associazione a delinquere, corruzione e ricettazione nonché per consequenziali fattispecie di falso in atto pubblico”. Al fascicolo vennero allegati i documenti relativi alle spese sostenute dal premier, in quegli anni alla guida dell’ente provinciale, “dall’abbonamento Sky – si legge nella denuncia – alle somme incredibili in pranzi, cene, colazioni e cappuccini”. Ci sono poi i 9 milioni di euro presi da Florence Multimedia.

“Mai nessuno – si legge nell’esposto – a cominciare dalla Procura di Firenze, si è mai interessato di approfondire onde accertare se l’operazione nascondesse o meno una colossale ipotesi di sperpero di denaro pubblico”. Quello di cui sarebbero colpevoli i giudici fiorentini è di non aver voluto aprire una indagine per stabilire “se le somme regolarmente sborsare con riferimento a spese realmente sostenute, fossero suscettibili di rientrare in quelle occorrenti per il perseguimento di finalità istituzionali”.

Maiorano sottolinea che le sue denunce furono presentate quando “il Comandante Interregionale della Guardia di Finanza, cui sempre venivano affidate le indagini, era il Generale di Corpo d’Armata, Michele Adinolfi”, con il quale Renzi aveva sintonia, “dimostrata” dalle telefonate del Generale intercettate e finite sui giornali, che ne hanno determinato le dimissioni anticipate. Tra le carte presentate da Maiorano contro il segretario del Pd, anche un richiamo alla figura di Marco Carrai, amico di Renzi e affittuario nell’appartamento un cui viveva anche il premier, presidente dell’Aeroporto di Firenze e amministratore della “Firenze Parcheggi”. Una situazione che, secondo Maiorano, permetterebbe di parlare di conflitto di interessi.

 

Sulle “spese pazze” di Matteo Renzi alla Provincia di Firenze ha indagato anche la Corte dei Conti, che esplicò come alcuni pagamenti di ristorazione (10.190 euro) tra il 2007 e il 2009 fossero “giustificate con motivazioni del tutto generiche”. C’è poi l’abbonamento Sky (1.614 euro) “ad uso esclusivo del suo presidente Renzi, ritenuto non inerente all’attività istituzionale dell’ente”. Nonostante ciò, scrive Maiorano nella denuncia depositata in queste ore, la procura “a distanza di un anno, senza aver fatto nulla, senza aver compiuto un atto di indagine ed anzi facendo qualcosa di molto più grave, chiedeva l’archiviazione” del caso.

 

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