QUANDO “SPIRIT” CI MOSTRO’ LE PRIME IMMAGINI DEL SUOLO MARZIANO

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marte

Il 4 gennaio di 12 anni fa il rover Spirit – atterrato su Marte insieme al suo gemello Opportunity il giorno prima – inviò le prima immagini alla Terra del suolo marziano. Una interminabile distesa di polveri e detriti sassosi del tipico colore che hanno reso nell’immaginario collettivo il Pianeta Rosso tanto amato. Durante quel primo giorno si lavoro, il piccolo rover iniziò a inviare dapprima immagini ad alta risoluzione in bianco e nero, poi immagini ad alta risoluzione a colori. Il robot, essendo dotato di coppie di telecamere anziché di telecamere singole, poté inviare immagini che, opportunamente elaborate, permetterono di osservare Marte in tre dimensioni in alta qualità. Le specifiche del rover prevedevano che esso avrebbe funzionato per almeno novanta giorni, ma Spirit – grazie ai pannelli solari che lo ricaricavano costantemente – continuò a marciare sul suolo marziano per tutto il 2006 e, il 4 gennaio del 2010 “festeggiò” i 6 anni di lavoro sulla superficie marziana, dimostrando una incredibile resistenza alle intemperie climatiche che si verificano sul pianeta. È possibile visualizzare il percorso effettuato per tutto il periodo della missione spaziale dalla apposita pagina sul sito ufficiale della Nasa.

L’immagine più recente inviata dal rover Spirit risale al 17 dicembre 2009, dopo oltre duemila “giorni” (per la precisione: 2117 Sol) di operatività. Nel 2010, fallito il tentativo di liberare il rover da un terreno sabbioso in cui era rimasto bloccato, il team decise di fermare Spirit e di renderlo un laboratorio di ricerca stazionario. “Parcheggiato” in un cratere chiamato Troy, il robot fu opportunamente posizionato per superare il glaciale inverno marziano ma, nei mesi successivi, non si riuscì più a comunicare con la sonda. L’ultimo contatto correttamente avvenuto risale al 22 marzo del 2010. Nonostante il team sia rimasto in attesa di segnali dalla sonda per mesi, il 25 maggio del 2011, la missione venne stata dichiarata ufficialmente conclusa, dopo migliaia di foto inviate a terra, decine di luoghi diversi esplorati ed oltre 7730 metri percorsi ad una velocità “record” di qualche centimetro al secondo.

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