IL MANUALE DELLO SCHIAVISTA

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SCHIAVE ISIS

Un manuale su come trattare le proprie schiave. L’ultima atrocità del Daesh è una fatwa emessa lo scorso 29 gennaio e rinvenuta tra i documenti di cui le forze speciali americane sono venute in possesso durante i raid sulla casa di un miliziano in Siria. Si tratta di un atto giuridico di matrice religiosa, tipico del fondamentalismo islamico, col quale viene fornito un parere basato sull’interpretazione della shari’a coranica. I giudici della “Commissione per la Ricerca e le fatwa dell’Isis” (questo il nome dell’organo che ha pronunciato la sentenza) intervengono per correggere alcuni comportamenti, ritenuti non ortodossi, mantenuti dai terroristi nei confronti delle loro schiave, cioè delle donne catturate durante le campagne militari e ridotte allo stato servile.

“Alcuni fratelli hanno commesso violazioni nel trattare le schiave – esordisce il documento -. Queste violazioni non sono consentite dalla ‘sharia’ perché queste regole non sono state trattate negli anni. Ci sono eventuali avvertimenti su questo tema?”. Per risolvere il quesito le guide spirituali enunciano una serie di principi da rispettare affinché la condotta dei miliziani sia conforme alla volontà divina. Un vero e proprio schiaffo a Dio e ai diritti basilari di ogni essere umano.

“Una delle grazie che Allah ha elargito al Califfato – si legge – è stata la conquista di ampie regioni del Paese (la Siria ndr) e una delle conseguenze inevitabili dell’instaurazione del jihad è che le mogli e i figli degli infedeli diventino schiavi dei musulmani. Pertanto occorre chiarire alcune regole sui prigionieri catturati al fine di scongiurare ogni violazione nel relazionarsi con loro”. La Commissione, a questo punto, elenca le disposizioni da rispettare che riportiamo fedelmente.

“Non è possibile avere rapporti (sessuali ndr) con le schiave subito dopo la fine del ciclo mestruale”

“Se la donna non ha le mestruazioni ed è incinta non è permesso unirsi a lei fino a quando non abbia partorito”

“Non è consentito causarle un aborto se è incinta

“Se il proprietario libera una prigioniera solo lui potrà avere rapporti sessuali con lei e non dovrà permettere a nessun altro di averne”

“Se il proprietario di una donna che abbia una figlia adatta ad avere rapporti decide di unirsi a quest’ultima gli sarà vietato copulare anche con la madre. Viceversa se sceglie la madre non potrà avere mai rapporti con la figlia”

“Se uno è proprietario di due sorelle non potrà avere rapporti sessuali con entrambe. La sorella che non sia stata scelta potrà concedersi a lui solo a patto che l’altra sia stata venduta, donata o liberata”

“Se il proprietario è un padre di famiglia la prigioniera non potrà unirsi a suo figlio. In più gli sono vietati i rapporti sessuali con l’eventuale schiava di sua moglie”

“Se il padre proprietario, che si è unito con la sua serva, la dà via o la vende a suo figlio non gli sarà più permesso avere rapporti con lei”

“Se la prigioniera resta incinta del proprietario questi non potrà più venderla e, dopo la sua morte, diventerà libera”

“Se il proprietario libera una donna questa non sarà più obbligata ad avere rapporti con lui, perché sarà libera e non più in suo possesso”

“Se una donna è acquistata da due o più uomini sarà in regime di comproprietà, di conseguenza nessuno dei due potrà unirsi a lei”.

“Non è possibile avere rapporti con una prigioniera durante il ciclo mestruale”

“Non è consentito praticare la sodomia con una schiava

“Il proprietario deve mostrare pietà nei confronti della serva, essere gentile, non umiliarla o assegnarle lavori che non sia in grado di svolgere”

“Il proprietario non potrà vendere la schiava a persone che la tratterebbero male o potrebbero violare il volere di Allah”

Le schiave dello Stato Islamico vengono dunque trattate alla stregua di oggetti, pertinenze di cui il proprietario può disporre liberamente, a patto che non violi la morale della shar’ia. Un intervento, quello della Commissione Isis, che evidentemente cerca di porre un argine a comportamenti violenti e stupri indiscriminati. Fermo restando, ovviamente, lo status giuridico di totale sottomissione. Come se si trattasse di bambole gonfiabili umane, private di ogni dignità e diritto.

 

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1 COMMENT

  1. Molte nostre donne, anche di famiglie cristiane, vengono trattate peggio! Diamo a Cesare quel che è di Cesare e mettiamoci una mano sulla coscienza!

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