ARABIA SAUDITA: GIUSTIZIATO IL LEADER SCIITA IRANIANO NIMR AL-NIMR Teheran aveva già avvertito nei giorni scorsi che Riad avrebbe "pagato cara" l'esecuzione di Nimr

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Non si placano le tensioni tra l’Arabia Saudita (a maggioranza musulmana sunnita) e il vicino Iran, sciita. Il paese peninsulare ha infatti giustiziato uno dei principali leader sciiti presenti in Arabia: Nimr al-Nimr. Nimr aveva guidato garndi proteste sciite nella parte orientale del paese ed era noto per le sue posizioni critiche verso il governo saudita. Arrestato nel luglio 2012, era stato condannato a morte l’anno scorso accusato di sedizione. Insieme a lui, Ryad ha giustiziato altre 46 persone con l’accusa di “terrorismo” per aver progettato e compiuto attacchi terroristici contro civili. Quelle di ieri sono state le prime esecuzioni del 2016 nel regno ultraconservatore della scimitarra che, solo nel 2015, ha mandato a morte 153 persone.

L’Iran non è rimasto a guardare in silenzio la morte di uno dei suoi “protetti”. Teheran aveva già avvertito nei giorni scorsi la vicina Arabia che Riad avrebbe “pagato cara” l’esecuzione di Nimr, imam della moschea sciita di Qatif a Al Awamiyya. Il fratello del religioso sciita, Mohammed al-Nimr, ha però espresso l’auspicio che qualsiasi risposta alle esecuzioni sia di tipo pacifico: “Nessuno – ha dichiarato a poche ore dall’esecuzione – deve avere reazioni al di fuori di una cornice pacifica, basta bagni di sangue”.

Segnali di distensione, invece, tra l’Arabia e il confinante Iraq, sempre a maggioranza sciita. Dopo 25 anni, Rihad ha riaperto oggi la propria ambasciata a Baghdad permettendo così una maggiore cooperazione con l’Iraq nella lotta al terrorismo. Lo riferisce il sito della tv al Arabiya citando il nuovo ambasciatore saudita in Iraq, Thamer al-Sabhan. L’ambasciata era stata chiusa nel 1990 dopo l’invasione irachena del Kuwait. Si tratta di un miglioramento nelle tese relazioni tra la monarchia saudita e l’Iraq che potrebbe rafforzare un’alleanza regionale contro l’Isis.

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