ISTAT, AUMENTANO GLI INGRESSI A MUSEI E MONUMENTI ITALIANI Tra il 2014 e il 2015 i turisti nei poli culturali della penisola sono stati 41 milioni

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“Il 2014 e il 2015 – rileva l’Istat nel suo Annuario – hanno registrato un aumento della partecipazione culturale, in particolare delle visite a musei e mostre e a siti archeologici e monumenti”. Questa statistica viene confermata anche dall’ammontare dei visitatori registrato dai 437 poli museali statali, che nel 2014 è aumentato del 6,7% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 41 milioni di presenze. Di ciò gode anche il mercato editoriale, che punta soprattutto sui nuovi titoli. Nel 2013 sono stati pubblicati 61.966 libri, per un totale di quasi 182 milioni di copie. Rispetto all’anno precedente crescono sia il numero di titoli (+4,6%) sia il numero di tirature (+1,2%). Ad aumentare sono soprattutto le tirature (+25%) e i titoli delle prime edizioni (+7,2%, cioè il 63,2% della produzione), a conferma di un mercato che punta soprattutto sulle novità, piuttosto che sulla durata delle proposte editoriali.

A dominare il panorama editoriale sono i grandi editori i quali, pur rappresentando poco più di un decimo del totale, coprono oltre i tre quarti dei titoli pubblicati (76,2%) e l’89,7% della tiratura; questi hanno prodotto circa 230 titoli ciascuno, con una tiratura di oltre 795 mila copie. I piccoli editori, che sono il 58,4% del totale, hanno invece pubblicato, in media, 4 titoli ciascuno in circa 5 mila copie. Nel 2015, il 64,6% della popolazione di 6 anni e oltre ha fruito di almeno uno spettacolo teatrale, un intrattenimento o una visita a monumenti e mostre (62,7% nel 2014). A crescere sono soprattutto la frequentazione di musei e siti archeologici (da 27,9 del 2014 a 29,9% del 2015) e dei concerti di musica (diversa da quella classica) da 18,4% a 19,3%.

Il 2015 segna la ripresa anche del cinema che, rispetto a un anno fa, vede crescere la quota di spettatori sulla popolazione dai 6 anni in su. Vanno al cinema i giovani fino ai 24 anni (oltre il 78%), in particolare quelli di 18 e 19 anni (84,7%). La frequentazione di sale cinematografiche decresce poi rapidamente all’aumentare dell’età: dal 68,7% tra le persone di 25-34 anni, e raggiunge il minimo tra gli anziani (22,4% tra i 65-74enni e 8,3% tra gli over75). Il teatro è l’unica attività fuori casa in cui la partecipazione femminile è maggiore rispetto a quella maschile (21,9% di donne e 17,2% di uomini). I più assidui frequentatori sono i bambini e i ragazzi fino a 19 anni, circa tre su dieci.

Ma ad intrattenere la penisola c’è anche la televisione, che rimane il medium più amato dagli italiani: la guarda il 92,2% della popolazione (91,1% nel 2014). Il piccolo schermo attira spettatoridi tutte le fasce di età, ma i più accaniti fruitori sono i giovanissimi di 6-14 anni (95,3%) e i 65-74enni (96,5%). L’ascolto della radio interessa invece il 57,9% della popolazione, in lieve crescita rispetto al 2014. I programmi radiofonici hanno le maggiori audience fra le persone di 25-44 anni (72,4%). Dopo anni di trend decrescente, nel 2015 è stabile la percentuale dei lettori di giornali che sfogliano il quotidiano almeno cinque volte a settimana. L’abitudine alla lettura dei giornali riguarda meno della metà della popolazione (47,1% delle persone di 6 anni e più); il 36,3% dei lettori lo legge cinque giorni o più a settimana; gli anziani (oltre il 40% a partire dai 60 anni) sono quelli che leggono di più.

Ugualmente per la lettura dei libri, la flessione registrata negli anni precedenti ha una battuta di arresto nel 2015. Contrariamente a quanto accade per i quotidiani, la quota di lettori di libri diminuisce al crescere dell’età, e le donne mostrano un interesse maggiore degli uomini (48,6% contro 35,0%). Tra chi si dedica alla lettura, quasi la metà (45,5%) legge in media 3 libri all’anno, mentre solo il 13,7% ne legge più di uno al mese. Infine, gli italiani non sono particolarmente affezionati allo sport: un terzo della popolazione pratica nel tempo libero uno o più sport. Fra questi, il 23,8% vi si dedica con continuità, il 9,5% in modo saltuario. C’è poi un ulteriore 26,5% che svolge qualche attività fisica come fare passeggiate di almeno due chilometri, nuotare o andare in bicicletta, mentre i veri sedentari sono circa quattro su dieci. Lo sport continuativo viene praticato fra i 6 e i 17 anni, mentre l’attività sportiva saltuaria è peculiare nelle classi over 30.

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