LA PRIMA MESSA DELL’ANNO: “INGIUSTIZIA E VIOLENZA FERISCONO L’UMANITÀ” Il Santo Padre celebra nella Basilica di San Pietro la Solennità di Maria Santissima Madre di Dio nella ricorrenza della 49.ma Giornata Mondiale della Pace

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“A volte ci domandiamo: come è possibile che perduri la sopraffazione dell’uomo sull’uomo?, che l’arroganza del più forte continui a umiliare il più debole, relegandolo nei margini più squallidi del nostro mondo?”. Sono questi alcune domande poste ai fedeli durante la Messa della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e nella ricorrenza della 49.ma Giornata Mondiale della Pace sul tema “Vinci l’indifferenza e conquista la pace”. “Ogni giorno – ha osservato il Santo Padre – mentre vorremmo essere sostenuti dai segni della presenza di Dio, dobbiamo ricontrare segni opposti, negativi, che lo fanno piuttosto sentire come assente. La pienezza del tempo sembra sgretolarsi di fronte alle molteplici forme di ingiustizia e di violenza che feriscono quotidianamente l’umanità”.

Grazie al Verbo incarnato, ha considerato, “il nostro tempo può trovare la sua pienezza”. Ciò nonostante, dinanzi a quanto avviene nel mondo, è lecito domandarsi: “Fino a quando la malvagità umana seminerà sulla terra violenza e odio, provocando vittime innocenti? Come può essere il tempo della pienezza quello che pone sotto i nostri occhi moltitudini di uomini, donne e bambini che fuggono dalla guerra, dalla fame, dalla persecuzione, disposti a rischiare la vita pur di vedere rispettati i loro diritti fondamentali?”. Eppure, ha continuato, “questo fiume in piena non può nulla contro l’oceano di misericordia che inonda il nostro mondo. Siamo chiamati tutti ad immergerci in questo oceano, a lasciarci rigenerare, per vincere l’indifferenza che impedisce la solidarietà, e uscire dalla falsa neutralità che ostacola la condivisione”.

Infine, la Vergine Maria “si presenta a noi come vaso sempre colmo della memoria di Gesù, Sede della Sapienza, da cui attingere per avere la coerente interpretazione del suo insegnamento” per capire “il senso degli avvenimenti che toccano noi personalmente, le nostre famiglie, i nostri Paesi e il mondo intero”. “Dove non può arrivare la ragione dei filosofi né la trattativa della politica – ha concluso – là può giungere la forza della fede che porta la grazia del Vangelo di Cristo, e che può aprire sempre nuove vie alla ragione e alle trattative”.

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