Non abbassiamo la guardia

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donna giornale

La conclusione dell’anno ci porta a ripercorrere con gli occhi della mente i fatti principali che ne hanno segnato il cammino posando qua e là lo sguardo sulle nostre attività, sulle strategie e i risultati ottenuti e a come ripartire con più efficacia nel nuovo anno. Il 2015 è stato l’”annus horribilis” per le numerose morti in mare di migranti e rifugiati, in particolare donne e bambini, in fuga dalle guerre, dalla miseria e dai disastri ambientali – il recente accordo sul clima dovrebbe porre qualche rimedio a questo dramma – e per la brutalità terroristica di un gruppo di fanatici che attraverso stragi sanguinarie ha dichiarato e portato guerra nel cuore dell’occidente inneggiando alla “sharia” in una interpretazione tutta personale del Corano.

In Italia la lunga marcia per uscire fuori dalla crisi economica e sociale prosegue, sia pure con qualche segnale positivo, sempre al rallentatore. Mancano scelte di lungo periodo preferendo cedere il passo a provvedimenti tampone e legati al contingente. Continuano i tagli lineari alle risorse finanziarie destinate a sanità e welfare mettendo in ginocchio sistemi già compromessi e di modesta levatura.

Sulla questione riforma delle pensioni non si capisce, poi, se manchino di più le risorse o la volontà per chiudere definitivamente un annoso problema come quello degli esodati e introdurre finalmente forme di flessibilità in uscita, come proposto all’interno della piattaforma unitaria “Cambiare le pensioni dare lavoro ai giovani”, che darebbero una boccata di ossigeno a quanti svolgono lavori faticosi e pesanti, alle donne e ai nostri giovani che guardano al proprio futuro con atteggiamento sempre più rassegnato. Sul versante lavoro, continuiamo ad assistere al blocco del contratto dei lavoratori e delle lavoratrici del pubblico impiego, spesso valvole di sfogo dei disagi dei cittadini e perciò vittime essi stessi dell’incapacità dirigenziale per una vera azione riformatrice della pubblica amministrazione.

Con la nuova legge di Stabilità si ripresentano, inoltre, i tagli ai patronati e ai Caf che, pur se recentemente ridimensionati, corrono il rischio di cancellare posti di lavoro e con essi servizi essenziali e gratuiti per tutti i cittadini. Anche quest’anno, purtroppo, non sono mancate le vittime del femminicidio e delle altre forme di violenza e discriminazione sulle donne – nel 2014 sono state 152 le donne uccise nel nostro Paese, vale a dire il 31,9% delle vittime totali (3° Rapporto Eures), livelli sempre preoccupanti nonostante il calo complessivo del 15,1% rispetto al 2013 – fenomeni su cui Cisl e Coordinamento donne non intendono abbassare la guardia, come testimoniano anche le numerose iniziative che si sono svolte a riguardo sul territorio e culminate nella simbolica “sedia vuota” lanciata durante la Conferenza nazionale organizzativa Cisl di Riccione. Non sono mancate però neanche le note positive che richiamano e confermano l’impegno quotidiano e continuo che come donne Cisl portiamo avanti da tempo, spesso in silenzio e senza troppi clamori mediatici.

In questo senso, registriamo ulteriori passi in avanti sulla rappresentanza femminile in politica e nei cda delle società quotate i cui numeri continuano gradualmente ma inesorabilmente a crescere, grazie soprattutto alla soluzione legislativa da noi caldeggiata. Importante a riguardo la conferma, durante i lavori della Conferenza di Riccione, dell’impegno della Confederazione per affermare sia dentro che fuori la Cisl la centralità della risorsa donna nelle sue strategie politiche ed organizzative. Va in questa direzione anche l’elezione dell’amica Maddalena Gissi a segretaria generale della Cisl scuola a cui vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro. Da ultimo, l’approvazione del “Codice etico” che la Cisl ha deliberato nell’ultimo Consiglio generale con una sua declinazione al femminile come proposto dal Coordinamento.

Sono tutti segni e traguardi che alimentano la speranza nel futuro, che spingono a guardare oltre i problemi, proprio come ha detto Papa Francesco, “la speranza è quella virtù cristiana che noi abbiamo come un gran dono del Signore e che ci fa vedere lontano, oltre i problemi, i dolori, le difficoltà”. “La speranza apre orizzonti, la speranza è libera, non è schiava, trova sempre una soluzione per ogni situazione”. Ed è questo il messaggio legato al Giubileo della misericordia da poco inaugurato e che contrassegnerà l’intero 2016. Godiamoci, dunque, questo periodo di riposo e di festa per ripartire carichi di energia per un nuovo anno nella consapevolezza che il nostro agire è fondamentale per riportare fiducia e speranza alle persone e alle famiglie che affrontano mille avversità, sul lavoro come nella vita di tutti i giorni. Buone Feste a voi tutte, a voi tutti e alle vostre famiglie.

 

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