MILAN E ROMA SOGNANO CONTE. MA IL CT NON HA DECISO IL SUO FUTURO I due club vorrebbero mettergli in mano un progetto nuovo. L'ex tecnico della Juve tentato dalle sirene inglesi

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Anche per la Serie A il prossimo sarà il mercato degli allenatori, che per i club significa ripartire da zero. A finire sulla graticola, dopo un inizio di campionato balbettanti, sono stati, fra gli altri, Rudi Garcia e Sinisa Mihajlovic. Per entrambi si parla di un futuro lontano da Roma e Milano. Per il francese, dopo due anni e altrettanti secondi posti ma zero titoli in bacheca, l’avventura a Trigoria sembra agli sgoccioli. La rottura con James Pallotta si è consumata con l’uscita dalla Coppa Italia contro lo Spezia. Il tecnico ex Lille è determinato ad andare avanti, forte del sostegno della squadra (l’abbraccio collettivo dopo il gol di Florenzi con il Genoa è stato eloquente) e di Walter Sabatini, pronto, dicono, a rimettere il suo mandato da Ds se Garcia dovesse essere allontanato anzitempo. Così è tramontata l’ipotesi di un ritorno immediato di Luciano Spalletti, che vorrebbe tornare ad allenare in Serie A ma non sembra disposto ad accettare un incarico da traghettatore. Senza scordare quelle vecchie ruggini con Daniele De Rossi, leader dello spogliatoio romanista.

Garcia arriverà dunque a fine anno e poi sarà invitato a cercarsi una nuova squadra. Per il futuro il nome su cui Pallotta vuole puntare è quello di Antonio Conte. Giovane, cattivo, vincente e con ampie capacità manageriali. L’uomo giusto per una Roma sempre più vittima degli eventi, incapace di mantenere la rotta quando si presentano i primi problemi. E qui entra in gioco anche il Milan, convinto a non proseguire con Mihajlovic. L’ultima vittoria in campionato ha salvato la panchina del serbo ma anche per lui vale lo stesso discorso fatto per Garcia: può arrivare a giugno, non oltre. Conte sembra l’allenatore ideale cui affidare un club che non vince da troppi anni.

E qui sorge una domanda: cosa vuole il mister più corteggiato della Serie A? Sinora il ct azzurro non ha sciolto le riserve sul suo futuro ma le fratture con la Figc non sembrano sanabili. Conte aveva accettato l’incarico con l’intenzione di portare avanti un progetto pluriennale, volto al rilancio del calcio italiano. Un impegno a 360 gradi che, però, non è riuscito a svolgere come avrebbe voluto. Carlo Tavecchio ha già detto che, se Conte dovesse andar via, non ne farà un dramma (“morto un Papa se ne fa un altro” è stato il suo commento). Per l’ex tecnico della Juventus ci sono anche le sirene che vengono dalla Premier League. A caccia di allenatori ci sono Manchester Utd, Manchester City e (forse) il Chelsea. Società che farebbero gola a chiunque. Ma per Conte la concorrenza è composta da Josè Mourinho, Pep Guardiola e Carlo Ancelotti, cioè i tre allenatori più quotati al mondo. L’ipotesi di un ritorno in Serie A per lui resta dunque la più probabile.

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