CENONE DI SAN SILVESTRO: SULLE NOSTRE TAVOLE OSTRICHE E CAVIALE “ITALIANI” Non tutti sanno che questi prodotti fanno parte anche del nostro patrimonio agroalimentare

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ostriche

Caviale, ostriche e astice domineranno le tavole degli italiani durante il tradizionale Cenone di San Silvestro. Ma non si tratta di un’offesa al made in Italy perché non tutti sanno che questi prodotti fanno parte a pieno titolo anche del nostro patrimonio agroalimentare. E’ quanto emerge da un sondaggio Federcoopesca-Confcooperative sul grado di conoscenza dei prodotti ittici di lusso che rientrano a pieno titolo nel patrimonio agroalimentare tricolore, a partire dal caviale. Lombardia e Veneto sono i due poli di eccellenza dell’oro nero, con una produzione totale di circa 45-50 tonnellate, di cui quasi l’80% esportato.

L’Italia, infatti, come conferma Pierantonio Salvador, presidente dell’Associazione Piscicoltori italiani (Api), è il primo produttore mondiale di caviale, grazie agli allevamenti di storione assolutamente tracciabili; pesce che ormai non esiste più allo stato selvatico, essendo una specie protetta a rischio di estinzione da diversi anni. Due le principali realtà italiane, la Agroittica lombarda nel territorio di Calvisano ricco di sorgenti d’acqua purissime e la Caviar Giaveri di Treviso che, quest’anno, rispetto allo stesso periodo del 2014 sta registrano un aumento delle vendite di caviale in Italia del 2%. Ha una carne meno polposa e grassa ma molto saporita l’ostrica autoctona italiana, considerata dagli esperti una vera prelibatezza allevata nella laguna di Orbetello in Toscana e a Manfredonia in Puglia; la produzione tricolore decolla nel 2008, in seguito alle epidemie che colpirono quasi tutti gli allevamenti francesi.

Da allora l’Italia ha guadagnato grandi fette di mercato, vantando oggi una produzione che sfiora i mille quintali l’anno; quanto ai prezzi costa il 25% in meno rispetto alle ostriche francesi, ossia 16,50 euro/kg contro i 22 euro/kg, fa sapere la Federcoopesca, tenendo presente che il consumo aumenta durante le feste di fine anno, non solo per il significato ben augurale che viene loro attribuito ma anche perche’ questo e’ il periodo per consumarle, visto che in estate avviene la riproduzione con i molluschi che sono pieni di uova e quindi lattiginosi. Quanto ai crostacei, l’astice comunemente importato è l’Homarus americanus proveniente prevalentemente dal nord America, dal sapore meno intenso rispetto all’astice tricolore, l’Homarus gammarus che, per la sua aggressività, è molto difficile da tenere in cattività per problemi di cannibalismo; un crostaceo che, insieme all’aragosta, può essere solo pescato con attrezzi da posta fissi come nasse e tramagli in zone rocciose.

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