MILANO: LO STOP DELLE AUTO NON BASTA. PM10 IN AUMENTO

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milano smog

Milano continua a soffocare nello smog, nonostante lo stop totale della circolazione disposta per il 28 e il 19 dicembre. La quantità di Pm10 nell’aria, infatti, non si è abbassata, anzi è addirittura aumentata. Il problema è dunque più complesso di quanto si potrebbe pensare e richiede uno sforzo più ampio da parte delle amministrazioni. Nel capoluogo lombardo il tasso di polveri sottili ha toccato quota 67 grammi al metro cubo in zona Pascal (mentre domenica era a 57) ed è cresciuto di 3 punti nella centralissima via Senato (da 63 a 66). Sembra quasi ironico il dato di Busto Arsizio, città del varesotto dove non è stato attuato alcun blocco. L’altro ieri era maglia nera in Lombardia con 126 microgrammi al metro cubo, lunedì il dato è sceso a 75.

“Questo forse vuol dire che il Pm10 non dipende dalle auto che circolano?”, ironizza il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini. “Le valutazioni andranno fatte solo dopo le tre giornate di blocco”, replica subito il Comune di Milano che si è trovato quasi da solo in questa battaglia, seguito da 13 paesi su 120 della cosiddetta Citta’ Metropolitana. “Il blocco fatto così non serve a nulla”, ribattono in tanti, tra i primi il governatore lombardo Roberto Maroni, secondo il quale servono 2 miliardi per misure strutturali, e Mariastella Gelmini, vice coordinatore vicario di Forza Italia alla Camera. Milano lunedì ha vissuto il suo 99/o giorno con il Pm10 fuorilegge (il limite normativo è di 35), e il 34/o consecutivo sottolinea l’Arpa, Azienda Regionale per la Protezione dell’ambiente, che si occupa delle rilevazioni e o poi diffonde quotidianamente i dati.

Certo è lontano il record di 162 giorni del 2002, ma la città si era abituata ad annate meno negative, come i 68 dello scorso anno e gli 81 del 2013. “I primi dati dell’Arpa restituiscono un quadro sostanzialmente simile alle giornate festive precedenti – dicono dal Comune – Valutazioni più puntuali andranno ovviamente fatte a conclusione delle tre giornate, ma la misura è stata già utile a contenere i livelli di inquinanti nell’aria in una fase di alta pressione”. Senza il blocco, in altre parole, i numerini in neretto sulla tabellina Arpa potevano essere ancora più negativi. La stessa Arpa nella sue previsioni meteo non sembra dare speranze immediate di miglioramento. Perturbazioni e vento che potrebbero contribuire a disperdere le polvere sottili non arriveranno prima del 2 gennaio.

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