FURTI DI TERRENI IN COLOMBIA: 5 INDIGENI TRUCIDATI DA UN GRUPPO ARMATO Il furto della terra risulta uno dei reati più comuni in questi ultimi 51 anni di conflitto armato

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Cinque membri della comunità indigena della Colombia settentrionale sono stati trucidato da un gruppo armato. Molto probabilmente dietro al brutale omicidio si nasconde l’intensione di appropriarsi del terreno appartenente agli indigeni, come sottolinea il quotidiano El Espectador.

Alcuni uomini nella mattina di domenica 27 dicembre hanno aperto il fuoco e colpito cinque persone con una raffica di proiettili: tre sono morti sul posto mentre gli altri due in ospedale. Alcuni di loro fanno parte della famiglia del capo della comunità Nancy Pushaina Gonzalez, che riceve minacce dal 2014, e che lo scorso anno aveva già perso un parente: le abitazioni risiedono troppo vicine a alcuni laboratori per la lavorazione della cocaina, una delle principali fonti di reddito di questi gruppi criminali.

Gonzalez aveva già chiesto alle autorità che la sua famiglia e i gli abitanti del villaggio ricevessero protezione, “ma non hanno fatto nulla- ha dichiarato al giornale- Ora posso solo sperare che questo massacro solleciti le autorità a prendere coscienza del pericolo che corriamo. La mia famiglia non c’è più”. Il furto della terra risulta uno dei reati più comuni in questi ultimi 51 anni di conflitto armato. I gruppi paramilitari- riuniti dal 1997 sotto l’Auc, le Unità di autodifesa colombiane, (Autodefensas Unidas de Colombia, in lingua originale)- sono soliti uccidere o disperdere con la forza gli abitanti delle terre di cui vogliono appropriarsi. Il Governo negli ultimi anni ha promesso la restituzione di queste aree ai suoi abitanti originari, ma il conflitto in corso tra i gruppi armati paramilitari, l’esercito delle Farc e i soldati regolari rende questo processo molto difficoltoso.

 

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