LIBIA: IL PARLAMENTO DI TOBRUK SI RIUNISCE PER DECIDERE SULL’INTESA DI SKHIRAT L'accordo sul governo nazionale, siglato in Marocco lo scorso 17 dicembre, non mette d'accordo tutti i deputati

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parlamento tobruk

Il Parlamento di Tobruk, unico riconosciuto dalla comunità internazionale, si riunirà oggi per decidere sull’accordo di riconciliazione nazionale siglato a Skhirat lo scorso 17 Dicembre. I deputati che non erano presenti due settimane fa in Marocco alla firma dell’intesa sono chiamati oggi a decidere se aderire o meno al progetto di governo di riconciliazione nazionale con il parlamento di Tripoli. Il vice presidente del parlamento, Hamid Hamuhu, ha convocato l’incontro ed ha spiegato ai media libici di “essere ottimista circa il fatto che tutti alla fine firmeranno l’accordo”. Si oppone invece al nuovo governo il presidente del Parlamento, Agila Saleh, così come il presidente del Congresso libico di Tripoli, Nuri Abu Sahimin.

Dal 2 agosto 2014 la Libia è grosso modo divisa in due quadranti dove sono attive due compagini parlamentari: quella di Tobruk e il Congresso nazionale libico con sede a Tripoli. Questa situazione si è verificata dopo il rifiuto da parte dei gruppi islamisti di riconoscere il risultato delle elezioni parlamentari del 2014 che avevano visto la vittoria delle fazioni più moderate, pur se con una partecipazione al voto molto bassa. Le milizie islamiche hanno dunque conquistato il controllo di Tripoli, spingendo il governo ad abbandonare la città e a rifugiarsi a Tobruk, nella parte orientale del Paese, al confine con l’Egitto. La situazione si è ulteriormente complicata con la comparsa sulla scena del “Califfato”, che ha approfittato della situazione di caos per porre sotto attacco le città di Derna e Sirte.

Lo scorso 24 dicembre il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione 2259 sulla Libia, che riconosce il futuro governo di riconciliazione nazionale stabilito dall’accordo politico firmato a Skhirat come unico organismo legittimato a governare il paese. L’intesa firmata in Marocco il 17 dicembre ha dato vita un comitato di presidenza di cui fanno parte sei personalità (il premier Fayez Sarraj, i tre vicepremier Ahmed Maetig, Fathi Majbri e Musa Koni, e i due ministri Omar Aswad e Mohamed Ammar) che dovrà formare entro gennaio la lista dei ministri che costituiranno il governo vero e proprio con sede a Tripoli. La risoluzione riconosce “la necessità di assistenza” al nuovo governo libico e ribadisce le conclusioni della Conferenza di Roma del 13 dicembre per garantire “assistenza tecnica, economica, di sicurezza e in materia di anti-terrorismo”. Il documento è considerato una base legale per un eventuale intervento militare in coordinamento con il futuro esecutivo libico.

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