YEMEN: L’EX PRESIDENTE SALEH DETTA LE CONDIZIONI PER FERMARE LA GUERRA Parla il politico alleato dei ribelli sciiti: "Nessun dialogo con Hadi a Ginevra. Parleremo direttamente con l'Arabia"

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Ali Abdullah Saleh, il deposto presidente yemenita, ha annunciato di non accettare il dialogo con il governo del presidente Abd Rabbo Mansur Hadi fissato per il 15 gennaio a Ginevra. Parlando a Sana’a nel corso di una conferenza stampa, il politico alleato dei ribelli sciiti ha posto come condizioni per fermare la guerra in corso in Yemen quella di “non dialogare col governo di Hadi, ma direttamente con l’Arabia Saudita”. Parlando al termine di una riunione del suo partito, quello del Congresso nazionale, che si e’ tenuta ieri sera nella capitale yemenita, l’ex presidente ha chiesto che il dialogo sia sponsorizzato da Onu e Russia come entita’ neutrali ed ha accusato il governo di Hadi di essere illegittimo. Intanto la situazione umanitaria in Yemen e’ critica. Piu’ dell’80 per cento degli yemeniti – circa 21 milioni di persone – richiede una qualche forma di assistenza umanitaria. Quasi 6.000 persone, metà dei quali civili, sono stati uccisi nei combattimenti in tutto il paese.

Secondo l’organizzazione non governativa Save the Children, sono 1,3 milioni i bambini sotto i cinque anni in Yemen che soffrono di malnutrizione acuta, un numero senza precedenti e pari a un terzo della popolazione in quella fascia di eta’. Nel rapporto “Forgotten Crisis, Forgotten Children: Millions of Yemen’s Children Going Hungry”, pubblicato mentre erano in corso i negoziati di pace a Ginevra, sono otto milioni i bambini di ogni età che ogni giorno soffrono la fame, mentre molti altri bambini e le loro famiglie in Yemen sono sempre più esposti al rischio di malnutrizione acuta a causa del crollo degli approvvigionamenti e dell’impennata dei prezzi, con un livello di povertà che continua a crescere e che era già il più elevato tra i tutti i paesi del Medio Oriente anche prima del conflitto.

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