RE DI GIORDANIA: “I CRISTIANI ARABI SONO PARTE INTEGRANTE DEL PAESE” Abdullah II si è felicitato per la vicinanza quest'anno della festa islamica della natività del Profeta con il Natale

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I cristiani arabi “sono una parte integrante del nostro passato, del nostro presente e del nostro futuro”, e fin dall’inizio “sono stati partner essenziali per la nostra cultura, per la costruzione della nostra civiltà e per la difesa dell’islam”. Così si è espresso re Abdullah II di Giordania nel corso del discorso, trasmesso martedì 22 dicembre dalla tv nazionale, con cui il monarca hascemita ha voluto felicitarsi con tutti i suoi sudditi in occasione della festa islamica della natività del Profeta Mohammad (celebrata in quasi tutto il mondo il 23 dicembre) e della solennità cristiana del Natale di Nostro Signore. Una simile prossimità tra la festa islamica e il Natale cristiano non si verificava da 457 anni. Re Abdullah – riferiscono fonti giordane – ha sottolineato il valore simbolico della prossimità tra le due celebrazioni, in un tempo in cui molti Paesi “soffrono per l’estremismo e la violenza”, alimentati da chi tradisce “i veri principi dell’islam e del cristianesimo”.

Alla vigilia della festa islamica e di quella cristiana, Abdullah ha voluto ribadire che “l’islam è una religione di misericordia”, e che cristiani e musulmani sono uniti da “valori comuni” totalmente opposti alle pratiche di coloro che lui ha definito come “fuorilegge dell’islam”. In tale contesto, il monarca ha ribadito che tutti i giordani “vivono sotto l’ombrello di una medesima cittadinanza”, e che i cristiani arabi hanno contribuito in maniera essenziale alla costruzione della civiltà arabo-islamica fin dai tempi della battaglia di Mu’tah (quando Mohammad aveva ordinato alle forze islamiche in lotta contro l’esercito bizantino di non nuocere ai cristiani della Siria).

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