RIFORMA DELLA CURIA, MONS. BECCIU: “BERGOGLIO VA AVANTI CON DECISIONE” Il Sostituto della Segreteria di Stato racconta a Radio Vaticana il 2015 del Papa: "L'annuncio del Giubileo? Una grande gioia"

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mons. becciu

Bergolgio va avanti con decisione nel processo di riforma della Curia, tuttavia la sua attenzione è rivolta al mondo intero. Lo ha detto mons. Angelo Becciu, Sostituto della Segreteria di Stato, in una intervista a Radio Vaticana nella quale racconta il 2015 del Pontefice. Un anno di gioie ma anche di dolori e preoccupazioni. Sull’inchiesta legata a Vatileaks 2, il presule afferma: “Prima di tutto, è stata una vicenda che ha fatto soffrire tanto il Papa. Nello stesso tempo, però, non lo ha piegato: ci ha dato anzi esempio di serenità, di coraggio e ha comunicato anche a noi la necessità e la volontà di andare avanti, di non lasciarsi condizionare da vicende negative che succedono attorno a noi e soprattutto da questa vicenda che è capitata. A questo proposito vorrei dire e vorrei precisare che le due persone che sono accusate di aver diffuso i documenti certamente sono venute meno alla fiducia del Papa, ma venute meno anche all’impegno, che avevano assunto con giuramento, di tener segrete le carte che avrebbero preso in mano”.

Becciu parla anche dei giornalisti coinvolti nell’inchiesta, Gianluigi Nuzzi ( autore di “Via Crucis”) ed Emiliano Fittipaldi (autore di “Avarizia”): “vi sono anche i due giornalisti accusati di aver diffuso le notizie in maniera non corretta. Su questo punto vorrei precisare questo: i giornalisti hanno tutto il diritto di pubblicare le notizie che ricevono…. perché spesso in questo ultimo tempo hanno accusato il Vaticano di essere oscurantista e di usare metodi inquisitori. Non si tratta di mettere in discussione il loro diritto di diffondere notizie, ma casomai vi sono dubbi sul metodo, sul modo con cui hanno ricevuto le notizie! C’è un processo in corso, il processo chiarirà questi dubbi”.

Tra le gioie del 2015, mons. Becciu ricorda il momento dell’annuncio del Giubileo della misericordia: “Ciò che mi ha colpito e che mantengo nella mia memoria è il momento in cui il Papa me lo comunicò, manifestò l’idea di indire l’Anno Santo. Vidi in lui tanta gioia, tanta gioia perché era ed è consapevole di offrire al mondo una possibilità unica: quella cioè di sperimentare la Misericordia di Dio. E poi anche l’aver scelto le varie Porte Sante indica, nel Santo Padre, il desiderio di porgere a tutti – a tutti! – la possibilità di usufruire dei benefici che l’Anno Santo deve portare. Non è preoccupato delle folle oceaniche a Roma, ma è preoccupato che ognuno possa avere il modo e la facilità di sperimentare la bontà, l’amore misericordioso di Dio”.

Il 2015 è stato anche l’anno del Sinodo della Famiglia con il richiamo alla sinodalità. “E’ certamente un augurio, ma direi che non è facile: non è facile far passare questo messaggio e viverlo. Però vedo attorno tanta buona volontà. Dobbiamo passare dalla mentalità di una Chiesa verticistica a una Chiesa ‘comunionale’, – dice Becciu – sapendo far convivere l’aspetto gerarchico e l’aspetto di comunione. Questo vuol dire far entrare lo spirito, l’arte della comunione nelle nostre varie strutture, nelle strutture assembleari: nella parrocchia, il consiglio pastorale; nelle diocesi, il consiglio presbiterale e il consiglio pastorale diocesano; così come il Papa esercita e aiuta a vivere in spirito ”comunionale” quando convoca il Sinodo. Le stesse Conferenze episcopali nelle loro assemblee”.

“Per noi – sottolinea mons. Becciu -è importante saper esprimere le nostre opinioni e il Papa vorrebbe che ogni fedele si sentisse responsabile nella fase elaborativa dei documenti o dei momenti decisionali. Però vivere sinodalmente, vivere ”comunionalmente” questi momenti significa sentire la libertà di esprimere la propria opinione e, allo stesso tempo, aver la libertà e il distacco dalle proprie opinioni per accogliere quelle altrui”. Sul capitolo riforme, il presule ricorda che “il Papa – lo ha ripetuto più volte – è deciso a mandare avanti la riforma, la riforma della Curia. E’ deciso e sta imprimendo dei ritmi importanti. Allo stesso tempo, però, faremmo torto al Papa se dicessimo che l’unica preoccupazione del Papa sia la riforma della Curia. Lui ha lo sguardo sul mondo intero e vi sono tanti altri problemi… Ci rendiamo conto, anche uscendo dai nostri palazzi, di come il mondo abbia bisogno di essere evangelizzato: la scristianizzazione avanza in maniera inesorabile e vediamo come i valori della Chiesa vengano messi all’angolo e non se ne voglia sentire parlare. Tutto questo preoccupa il Papa! E non ultima la preoccupazione per i cristiani perseguitati nel mondo intero. Sì, preoccupiamoci di ristrutturare la Curia, però cerchiamo di non ripiegarci troppo su noi stessi, allarghiamo lo sguardo verso il mondo intero e sentiamo l’urgenza di diffondere la Parola di Dio”.

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