AFGHANISTAN, DECAPITATI 5 JIHADISTI DELL’ISIS La macabra esecuzione è stata eseguita da una milizia filogovernativa operante nel distretto di Achin

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CRISTIANI

I terroristi dell’Isis, noti per la macabra pratica di decapitare i propri nemici, sono stati ripagati per la prima volta con la stessa moneta. In Afghanistan sono stati decapitati 5 jihadisti al termine di una battaglia durata una intera giornata nella provincia orientale di Nangarhar. I media afghani hanno oggi riferito che in un primo tempo i militanti dell’Isis avevano catturato e poi decapitato quattro uomini della cosiddetta “Forza di rivolta del popolo”, una milizia filogovernativa operante nel distretto di Achin. Ma, al termine della battaglia – che ha causato la morte di almeno 15 combattenti da ambo e parti – i popolari sono riusciti a loro volta a catturare cinque militanti dell’Isis. E la vendetta non si è fatta attendere. I prigionieri sono stati fatti inginocchiare e poi sono stati brutalmente decapitati per direttissima, senza ovviamente alcun processo, neppure formale. I miliziani sono poi andati oltre: hanno collocato le cinque teste mozzate su altrettante torrette costruite con pietre sul ciglio della strada che collega le province di Achin e Ghani Kheil, dove è avvenuto lo scontro armato.

La vicenda è stata riportata ai media dal responsabile del distretto di Achin, Haji Ghali. “Dopo gli scontri – ha dichiarato il politico – i miliziani si sono accaniti sui loro prigionieri e dopo averli decapitati hanno voluto esporre le teste sulla pubblica via come monito per quanti, soprattutto giovani, avessero in mente di aderire ai richiami dell’Isis”. Fonti locali hanno precisato che le “Milizie di rivolta del popolo” sono composte da circa 200 combattenti che rispondono, non ufficialmente perché’ la legge non lo permette, al vicepresidente del Parlamento afghano, Haji Zahir Qadir. In Nangarhar i seguaci del ‘Califfo’ Abu Bakr al Baghdadi stanno cercando da mesi di costruire una loro base per poi espandersi in tutto il Paese, ma hanno trovando una forte opposizione da parte delle forze di sicurezza afghane, dei talebani – che hanno costituito un corpo speciale di 1.000 uomini per combatterli – ed ora anche delle milizie private locali.

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