EMERGENZA SMOG: MILANO OLTRE I LIMITI DA 97 GIORNI Il limite previsto dalla normativa è non più di 35 giorni in un anno

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apocalisse dell'aria

Emergenza smog a Milano. Il capoluogo lombardo, noto anche per essere uno dei più nebbiosi d’Italia, sta diventando tristemente famoso a causa dell’altissimo inquinamento atmosferico. Da ben 97 giorni, infatti, dei quali 32 consecutivi, in città si è superato il livello massimo di pm10, vale a dire il valore limite di 50 microgrammi al metro cubo. Il limite previsto dalla normativa, ricorda l’Arpa (Azienda Regionale per la protezione dell’ambiente), è non più di 35 giorni in un anno. Il 2015 si avvia quindi a diventare uno degli anni ‘neri’ per l’inquinamento dopo due anni consecutivi negativi: nel 2013 i giorni erano stati 77 e l’anno scorso addirittura 90. Da oggi targhe alterne fino a mercoledì; oggi si fermano le targhe dispari, martedì le pari.

Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha convocato, per mercoledì 30 dicembre, una riunione per coordinare gli interventi contro l’inquinamento. Sono stati invitati i presidenti di Regione, i sindaci dei grandi centri urbani e il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio. “L’emergenza smog che si sta verificando in molte grandi città italiane può durare ancora molto – ha detto il ministro Galletti – e ripresentarsi in futuro in modo sempre più frequente, visto gli effetti che i cambiamenti climatici stanno determinando in ogni parte del mondo: per questo la nostra risposta deve essere coordinata e ‘di sistema’, non in ordine sparso”.

“La riunione di mercoledì – afferma il ministro – sarà il momento per confrontare la riuscita delle varie iniziative adottate in questi giorni e per trovare un metodo unico di procedere da qui in avanti”. “La risposta che possiamo dare nel medio termine – osserva Galletti – parte da un nuovo rafforzato impegno sulla mobilità sostenibile, per lo svecchiamento del parco mezzi pubblici e per l’efficienza energetica, ma non avrà successo senza una nuova cultura civica nelle strade, nelle realtà produttive, nelle abitazioni: molto dipende dal grado di responsabilità delle loro scelte”.

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