L’Amore non ha confini

430
  • English
uomo

Nel periodo di Natale tutti ci prepariamo per “essere più buoni”. Nell’organizzare le Festività ci chiediamo dove e con chi le passeremo? Da soli? È triste, ma stare sempre con i parenti è diventata una lagna… E quei regali che nel corso degli anni sono diventati sempre gli stessi; finita la sorpresa , resta la delusione per un oggetto che va ad aggiungersi a tanti altri uguali. Da ragazzino il mio albero aveva dolcetti , cioccolate e mandarini ed io mi sentivo il bambino più ricco della terra : oggi l’i Phone , l’i Pad e quant’altro il consumismo detta… Ecco, il Natale oggi richiede ai più sacrifici pesanti.

Così come un “sacrificio” sembrano diventati anche l’albero e il Presepe, due simboli forti nella tradizione occidentale che oggi si sente minacciata dalle affermazioni di qualche ottuso filosofo che vorrebbe cancellarle con la scusa di non offendere le tradizioni dell’altro… Così è stato alimentato l’altro tormentone di queste settimane – presepe si , presepe no – che non aiuta il Natale , che è festa dell’Amore. Leggo tante frasi, tanti insulti che fanno male: “a casa loro”, “noi vogliamo il nostro Natale, i nostri simboli , il nostro Gesù”.

Mi sono soffermato a ripensare al mio unico e straordinario viaggio e pellegrinaggio in Palestina. Mille volte in quei sette giorni ho toccato quella terra benedetta, pensando che Gesù l’aveva calpestata nei suoi spostamenti tra un paese e l’altro; mi sono bagnato con l’acqua del fiume Giordano ed ho “rubato” qualche fogliolina dell’orto degli Ulivi che ho gelosamente nascosto in valigia e portato a casa, a mia moglie ed alla mia mamma. Erano gli stessi ulivi dove Gesù aveva pregato. In quei giorni, accompagnato nelle mie passeggiate da un uomo che negli anni mi è stato, fino alla morte, fraterno amico, Vincenzo Speciale, mi soffermavo con lui a riflettere sulla persona umana di Gesù, sul Suo volto, il colore dei Suoi occhi. E sulla Sua dolce Mamma, quella ragazzina che Lo aveva dato alla luce, Bambino come tutti i bambini della terra.

Come era fatta? Qual era il colore della pelle? Vincenzo , con il suo sorriso, aveva risposte semplici ma efficaci: “Gesù era uguale a questi ragazzi che incontriamo, aveva il loro stesso volto e la Sua Mamma era una di loro”. Ecco , leggendo oggi le tante parole brutte scritte all’indirizzo dei nostri fratelli e sorelle musulmane mi sono detto: Gesù era uno di loro, aveva il loro stesso volto, quello che hanno i “vu cumprà “che mi avvicinano e che pure mi provocano fastidio con il loro persistente piagnucolare, perché gli possa dare un euro, per me superfluo e per loro essenziale.

Gesù ha camminato in quei luoghi santi, ove oggi si posizionano carri armati ed uomini in uniforme. Eppure Gesù ha abbracciato tutti, poveri e ricchi , non ha fatto distinzione tra santi e puttane; ha dato e chiesto Amore, fino al Suo ultimo respiro , quando il Suo cuore si squarciava per la sofferenza di una crocifissione.

Forse, pensando al Presepe ed al bambino che nasce, dovremmo pensare che quel Bambino che noi preghiamo e amiamo, ha la pelle come quella dei poveri figli che vediamo arrivare sudici e sporchi sulle nostre coste. Gesù ci dirà un giorno : Tu dov’eri quando io nascevo un’altra volta e venivo a bussare alla tua porta ? Perché mi hai scacciato, offeso ? Perché non mi hai rivestito e mi hai dato uno dei tuoi dieci maglioni o giacconi dimenticati in cantina ? Io non ho rinunciato al mio presepe, ma con la voglia di trovare nel volto dell’altro quello di Gesù di Nazareth.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY