DAI “BIG DATA” DELLE PIANTE UN AIUTO PER LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE Un team di recercatori irlandesi ha scoperto come i vegetali reagiscono ai cambiamenti climatici

381

Negozi, siti web, aziende e apparecchiature tecnologiche conservano le tracce dei nostri acquisti, di cosa mangiamo o chi incontriamo; anche per le piante è possibile registrare i dettagli più intimi della loro vita, morte e riproduzione. Dati preziosi, dal momento che i “Big Data” del regno vegetale possono aiutare a prevedere come le differenti specie verdi risponderanno ai cambiamenti climatici nelle diverse aree del globo. Lo hanno verificato i ricercatori del Trinity College di Dublino, coordinati da Yvonne Buckley, pubblicando i risultati sulla rivista dell’Accademia delle scienze degli Stati Uniti (Pnas).

Gli studiosi hanno usato un database con numeri dettagliati sulla sopravvivenza, crescita e riproduzione di 418 specie, dal cardo alla sequoia gigante, dal cactus ai narcisi – commenta Buckley -, per ricercare le modalità comuni di vita all’interno del regno vegetale. “Sapere come le specie vegetali reagiscono a un mondo sempre più influenzato dalla crescita della popolazione umana e il cambiamento climatico è vitale per conservare la biodiversità”. Lo studio ha dimostrato che con solo due dati chiave, relativi alla storia della vita della pianta, si possono spiegare una grande quantità di variazioni nella loro esistenza, come quanto velocemente cresce la l’albero e sopravvive oppure quando si riproduce. E questo indipendentemente da dove vive, l’aspetto e la specie cui è collegata.

Conoscere il ritmo di vita e le strategie di riproduzione può aiutare a prevedere quando velocemente cresce la popolazione di quella pianta, la sua reazione a fattori di disturbo, indicando poi quali specie possono essere più vulnerabili ai cambiamenti ambientali. “La nostra nuova categorizzazione del regno vegetale – conclude Buckley – renderà più veloci e accurate questo tipo di previsioni, consentendoci di gestire le specie prima che spariscano”.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS