RIVOLUZIONE IN CINA, NUOVE LEGGI PER IL SECONDO FIGLIO E CONTRO LE VIOLENZE DOMESTICHE L'Assemblea nazionale ha anche approvato le prime norme specifiche contro il terrorismo

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Rivoluzione in Cina prima della fine dell’anno. Non stiamo parlaldo di una sommossa popolare contro il governo, ma di alcune decisioni statali di portata storica. Prima tra tutte, l’Assemblea Nazionale del popolo cinese ha adottato la legge, attesa dallo scorso ottobre, che autorizza le coppie ad avere due figli, chiudendo cosi’ l’era dell’obbligo del figlio unico durata 35 anni. La riforma, già anunciata alla fine di ottobre, è un passo avanti nella distensione della politica demografica rigorosa che ha avuto inizio nel 2013 quando venne ampliato il numero di eccezioni per cui una coppia poteva avere un secondo figlio. La politica del figlio unico è stata lanciata nel 1979 per ridurre i problemi della sovrappopolazione in Cina e, secondo gli esperti, è servita ad evitare che la popolazione attuale mondiale arrivasse a 1,7 miliardi (ora supera 1,3 miliardi). Il governo cinese ha sempre sostenuto che la limitazione a un solo figlio, soprattutto nelle aree urbane, ha contribuito allo sviluppo del Paese e all’uscita dalla povertà per 400 milioni di persone negli ultimi tre decenni, ma Pechino ha anche ammesso che il tempo era scaduto. Tra gli effetti collaterali più dannosi della politica del figlio unico in Cina, gli esperti mettono in evidenza il rapido invecchiamento della popolazione.

Non solo demografia, però. Approvata anche la prima legge antiterrorismo del Paese per affrontare il fenomeno in patria e contribuire alla sicurezza mondiale. Tutti i 159 presenti hanno votato all’unanimità, varando la norma. Prima d’ora, la Cina non aveva una legge specifica al riguardo: il terrorismo era compreso in ambito generico in materia di leggi sul crimine e procedura penale e di emergenza.

Adottata a maggioranza infine la prima legge del Paese contro le violenze domestiche che conferisce protezione legale alle vittime di abusi tradizionalmente tenuti sotto silenzio. Lo riferisce il sito dell’agenzia Nuova Cina. La nuova norma definisce formalmente le violenze domestiche – fisiche, verbali e di limitazione delle liberta’ – e snellisce le procedure per ottenere ordini restrittivi.

 

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