FESTIVITÀ DI SANGUE, GAZA È A LUTTO Nelle ultime giornate almeno otto palestinesi sono stati uccisi in Cisgiordania e a Gerusalemme dal fuoco di militari israeliani impegnati a prevenire attacchi, o a reprimerli

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Gaza è a lutto: prima per la uccisione di un dimostrante da parte di una pattuglia di confine israeliana e poi per quella che è stata definita una “esecuzione sommaria” da parte di militari egiziani di un palestinese inerme (risultato infermo di mente) che cercava di raggiungere a nuoto il Sinai da Rafah, nel Sud della Striscia. Un episodio per il quale Hamas ha protestato con l’Egitto. Ad accrescere le tensioni nella zona sono giunte le minacce di Abu Baker al-Baghdadi che, via web, ha assicurato i palestinesi che lo Stato islamico non li ha dimenticati e ha avvertito gli israeliani che per loro “la Palestina sarà un cimitero”.

A Betlemme le cerimonie religiose si sono svolte regolarmente, anche se alla presenza di un numero ridotto rispetto al passato di pellegrini e di turisti. Secondo i mass media i servizi di sicurezza dell’Anp hanno dovuto compiere in Cisgiordania arresti preventivi di decine di salafiti, dopo che nella zona di Jenin alcuni di essi avevano dato fuoco ad alberi di Natale e ad altri addobbi natalizi. A Ramallah agenti dell’Anp hanno ieri bloccato inoltre dimostranti che si accingevano a scontrarsi con l’esercito israeliano. Lo stato di vigilanza, secondo la radio israeliana, sarà mantenuto dall’Anp a Betlemme anche nei prossimi giorni per impedire che i veglioni di Capodanno siano turbati da estremisti locali secondo cui le espressioni pubbliche di allegria non si conciliano con l’atmosfera di lutto prevalente in Cisgiordania.

A Silwad (Ramallah) migliaia di persone hanno partecipato ai funerali di Mahdia Hammad, una donna di 38 anni che, secondo la versione israeliana, ha cercato di travolgere una pattuglia militare israeliana. Immagini diffuse dalla polizia mostrano il cruscotto della sua automobile crivellato da una dozzina di colpi. La donna aveva quattro figli, il piu’ piccolo di pochi mesi. Oggi un altro anziano conducente palestinese e’ stato colpito a morte da militari israeliani dopo che – secondo la versione ufficiale – aveva cercato di travolgerli al posto di blocco di Huwara, presso Nablus.

Sempre ieri, presso le mura della Città vecchia di Gerusalemme, un altro palestinese è stato abbattuto dopo che aveva cercato di accoltellare un agente. Una catena di violenze iniziata 100 giorni fa, che in apparenza nessuno sa come e quando potra’ finire. La scoperta in questi giorni a Gerusalemme di un laboratorio organizzato da Hamas per la produzione di ordigni esplosivi fa piuttosto temere che il conflitto fra israeliani e palestinesi sia diretto verso una ulteriore escalation

 

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