PAZZESCO: CARTELLA DA 257 EURO RECAPITATA A UN BAMBINO

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Equitalia, l’ente per la riscossione dei tributi più temuto in Italia. E implacabile come sempre, a prescindere dall’età di chi non è in regola con i versamenti delle tasse o i pagamenti agli enti statali, o da possibili errori commessi in fase di compilazione dei moduli. Questa volta l’agenzia di riscossione ha “colpito” un bambino di soli 7 anni, reo di non aver pagato una prestazione all’Asl di appartenenza e gli ha recapitato una cartella di 257,94 euro.

Nella richiesta di denaro, fatta direttamente al piccolo, chiamato in causa per una “malversazione” risalente a quando aveva due anni. “A seguito delle risultanze dei controlli effettuati per l’anno 2011 sui soggetti che hanno goduto, per autocertificazione, dell’esenzione della quota di partecipazione alla spesa sanitaria, si è riscontrata – si legge nella cartella – l’insussistenza dei requisiti necessari per usufruire di tale beneficio”.

La storia – alquanto assurda – viene raccontata da un utente sul blog di Beppe Grillo. A quanto sembra, il disguido è nato dall’erronea modalità di compilazione del modulo di autocertificazione. Infatti, secondo la Asl, il nome del bambino venne riportato anche nello spazio riservato a quello del nominativo di chi nel nucleo familiare effettuò la dichiarazione dei redditi nel 2010.

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