CONFLITTO IN SIRIA, DAMASCO PRONTA A NEGOZIARE LA PACE A GINEVRA La scorsa settimana, il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha dato sostegno unanime al piano per mettere fine al conflitto siriano convocando intorno a un tavolo negoziale ribelli e regime

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Svolta importante nel conflitto in Siria. Il ministro degli Esteri di Damasco, Walid al Muallem, ha annunciato durante una visita ufficiale in Cina che il governo del suo Paese sarebbe pronto per il negoziato di pace di Ginevra: “La Siria è pronta a partecipare al dialogo siriano-siriano a Ginevra, senza alcuna interferenza straniera”, ha assicurato al Muallem durante una conferenza stampa al termine dell’incontro con l’omologo cinese Wang Yi al Ministero degli esteri di Pechino. “La nostra delegazione è pronta appena riceviamo la lista della delegazione dell’opposizione”, ha dichiarato al Muallem. Il capo della diplomazia siriano ha aggiunto di augurarsi che i negoziati di Ginevra siano “un successo” e consentano di dar vita a un governo di transizione, che possa nominare un comitato per scrivere una nuovo Costituzione e convocare elezioni nel giro di 18 mesi “più o meno”.

La scorsa settimana, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha dato sostegno unanime al piano per mettere fine al conflitto siriano – che ha già mietuto oltre 250mila vittime – convocando intorno a un tavolo negoziale ribelli e regime. Con il cruciale appoggio di Stati Uniti e Russia, il piano punta a istituire un cessate-il-fuoco in Siria, possibilmente a gennaio, per l’inizio dei negoziati. Praticamente, tutte le parti in causa – Cremlino compreso – sono ormai disposte ad archiviare la cosiddetta “pratica Assad”: il rampollo del Ba’ath siriano potrebbe dunque farsi da parte già da inizio anno. La Cina, dal canto suo, ha promesso alla Siria sei milioni di dollari di aiuti umanitari: “Dobbiamo mantenere ferma la risoluzione pacifica del problema siriano, il popolo di Siria dovrebbe decidere il futuro e il fato della Siria, e le Nazioni Unite hanno un ruolo chiave nei negoziati. Siamo convinti che questi tre principi debbano essere tenuti fermi durante il processo di pace” ha dichiarato il ministro degli esteri cinese.

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