Caro Gesù Bambino…

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In questi giorni sei certamente occupato nell’ascoltare le richieste che ti giungono da piccoli e grandi. E non deve essere facile per te accontentarci perché ti stanno mettendo da parte e tanti si dimenticano che sei tu il festeggiato. Tu sei il Sole che nasce per illuminare la terra. Sei tu che nel presepe mostri la ricchezza del tuo amore facendoti piccolo bambino per amore di tutti gli uomini. E non devi essere molto contento quando vedi che con tanta facilità ci si dimentica di te e taluni buttano all’aria il presepe e ogni altro simbolo religioso perché pensano che offendono la sensibilità di chi non è cristiano.

Ma chi può sentirsi offeso dinanzi a un bambino che nasce? Il problema è un altro: purtroppo ci si è dimenticati di Te e del tuo messaggio d’amore e di perdono, e allora il buio della paura e della violenza invade ogni regione della terra. Ma io credo ancora che il Natale è la tua festa e come me c’è gente che vuole celebrarti e ti aspetta con gioia perché tu possa mettere a posto le cose che in giro per il mondo non vanno per nulla bene. Ascoltami, ti prego, la violenza che terrorizza soprattutto l’Europa in questi mesi mette in ombra persino un altro bel problema che è la mancanza di lavoro e c’è gente che non ha nemmeno da mangiare. La crisi economica e la disoccupazione impediscono a troppe persone di dormire! Che dobbiamo fare per mantenere viva la speranza, in un momento, così difficile?

Ti prego, Gesù: dalla grotta di Betlemme facci dono dell’impegno indispensabile per non cedere alla tentazione dello scoraggiamento. La crisi, prima di essere economica e sociale, è caduta di valori, d’identità, di spirito comunitario. Facci capire che per rialzarci si deve camminare insieme -tutti insieme – e che ognuno deve mettere del suo per il bene di tutti. Nessun può pensare di costruire la propria felicità da solo! Rendi tutti consapevoli che la potenzialità delle nostre nazioni è nel cuore, nella mente, e nelle mani degli uomini e delle donne che le abitano. Non possiamo cercare lontano i mezzi, perché l’ingegno umano e la buona volontà sono risorse primarie che tu ci ha donato, e che dobbiamo sviluppare e potenziare.

Lo sento: tu ci assicuri il tuo aiuto, ma ci ripeti che dalla crisi usciremo insieme, se ciascuno assolverà il suo compito specifico. Tutti dobbiamo fare qualcosa e poi tu sarai obbligato, perché ci ami, a fare il resto, cioè tutto quel che serve all’umanità per recuperare fiducia e pace. Stimola soprattutto i credenti in Te a farsi promotori di una sinergia attiva, che veda tutti corresponsabili di un progetto, ciascuno con un proprio ruolo specifico e da protagonista. In modo speciale, caro Bambino Gesù, ti affido i giovani, che sono il presente e il futuro di tutti noi: come dono natalizio porta loro una grande voglia di ottimismo e la passione per questo nostro tempo che loro solo possono rendere più ricco di vita e di speranza. Fa’ che arrivi il giorno anche per noi, e non molto lontano, in cui della crisi possa restare solo il ricordo di un passato che ci ha insegnato a essere corresponsabili, pieni di iniziative senza attendere che altri vengano a risolvere i nostri problemi. Gesù, torna a nascere nel cuore del mondo!

Grazie, caro Gesù Bambino: tu non deluderai la speranza di tanta gente, che con me si appresta a celebrare con fede il tuo Natale. Precedi i nostri passi e guidaci in questo cammino di dura risalita. Sono certo che con il tuo aiuto ce la faremo!

Mons. Giovanni D’Ercole
Vescovo di Ascoli Piceno

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1 COMMENT

  1. Gesù, Figlio Adorato, ti prego intercedi Tu presso il Tuo e nostro Padre Celeste, affinché la nostra preghiera possa essere ascoltata ed esaudita.
    Un Santo Natale a tutti gli uomini che Egli Ama.

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