INDIA, IL PARLAMENTO ABBASSA A 16 ANNI IL’ETA’ MINIMA PER L’IMPUTABILITA’ NEI CASI DI STUPRO La riforma arriva dopo le polemiche seguite alla liberazione, dopo tre anni di carcere di un minore coinvolto nell'aggressione sessuale e nell'uccisione di una ragazza di 23 anni nel 2012

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Nonostante nell’India moderna le donne godano di una quasi pari dignità con gli uomini e siano riuscite a ricoprire cariche istituzionali importanti come, quella di Presidente della Repubblica, Primo Ministro e Presidente del Lok Sabha – la camera bassa del Parlamento -, ancora oggi sono costrette a subire violenze sessuali e, se provano a ribellarsi, vengono sfregiate, con l’acido, mutilate, seviziate, bruciate vive o uccise con un colpo di arma da fuoco. Molte vittime degli stupri – definiti come uno dei crimini più comune contro le donne in India – sono minorenni, poco più che bambine che vengono strappate dalle loro case e violentate, a volte anche da gruppi di uomini.

Ma forse qualcosa sta cambiando. Infatti nella giornata di oggi il Parlamento indiano ha approvato una legge che abbassa a 16 anni l’età minima per l’imputabilità nei casi di stupro e di violenze sessuali. La riforma arriva dopo le polemiche seguite alla liberazione, dopo tre anni di carcere di un minore coinvolto nell’aggressione sessuale e nell’uccisione di una ragazza di 23 anni nel 2012. Altri quattro stupratori vennero condannati a morte e sono ancora in attesa della sentenza di appello, mentre un quinto si è suicidato in carcere.

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