BANGLADESH, STRAGE AL RANA PLAZA: 24 ARRESTI Il tribunale dello Stato ha disposto anche la confisca dei beni

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Sono 24 i mandati di arresto emessi dalle autorità del Bangladesh per la strage del Rana Plaza. L’accusa nei confronti dei fermati è quella di omicidio, in quanto ritenuti responsabili del crollo dell’edificio di otto piani che ospitava, a Savar, cinque fabbriche tessili. Un tribunale dello Stato, dove oggi si sarebbero dovuti presentare gli imputati per la formalizzazione delle accuse, ha disposto anche la confisca dei beni di tutti gli involucrati nel caso.

Il 24 febbraio 2013 il Rana Plaza, un edificio commerciale di otto piani, crollò a Savar, un sub-distretto nella Grande Area di Dacca, capitale del Bangladesh. Le operazioni di soccorso e ricerca si conclusero il 13 maggio con un bilancio di 1.129 vittime e circa 2.500 feriti.

Si tratta del più grave incidente mortale avvenuto in una fabbrica tessile nella storia. L’edificio ospitava al suo interno alcune fabbriche di abbigliamento, una banca, numerosi negozi e appartamenti. Nel momento in cui sono state notate delle crepe sull’edificio, i negozi e la banca ai piani inferiori sono stati chiusi, mentre l’avviso si evitare di utilizzare l’edificio è stato ignorato dai proprietari delle fabbirche tessili, che ordinarono ai lavoratori di tornare a lavorare il giorno successivo – giorno in cui l’edificio ha ceduto – crollando nelle ore di punta della mattinata.

 

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