ATTENTATI DI PARIGI, BLITZ NEL CUORE DI BRUXELLES: 5 ARRESTI La polizia sarebbe alla ricerca di un "coordinatore" che ha guidato gli attacchi nella capitale dal Belgio

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Continuano i blitz della polizia belga in alcuni quartieri di Bruxelles. Nella notte e nelle prime ore della giornata di oggi, cinque persone sono state arrestate nell’ambito delle indagini per gli attacchi a Parigi del 13 novembre, dove hanno perso la vita 130 persone.

Nella giornata di ieri la polizia ha fatto irruzione in un edificio vicino al quartiere della moda Dansaert, al confine tra il centro città e il quartiere di Molenbeek-Saint-Jean, abitato da una forte componente di immigrati, arrestando due fratelli e un loro amico. “Alla base del blitz c’è un’analisi approfondita dei tabulati telefonici”, ha fatto sapere la Procura belga in un comunicato. All’alba di oggi un altro blitz è stato effettuato nel quartiere di Laeken, nella parte nord di Bruxelles, dove sono state arrestate altre due persone. La Procura non ha fornito ulteriori dettagli limitandosi a precisare che nelle perquisizioni non sono state trovate armi o esplosivi. Tutti i sospetti compariranno oggi in tribunale per la convalida del fermo.

Secondo alcune indiscrezioni la polizia è alla ricerca di un “sospetto importante” che avrebbe coordinato gli attentati nella capitale francese dal Belgio. Inoltre secondo “Le Soir”, che avrebbe avuto accesso ai verbali degli interrogatori dei due amici “autisti” che lo hanno riportato da Parigi a Bruxelles, il super ricercato Salah Abdeslam, era “sconvolto e in lacrime” e avrebbe chiesto ai due di non tradirlo.

La perquisizione compiuta eri a fine pomeriggio nella zona dei locali trendy fiamminghi vicino al canale di Bruxelles, in rue de la Cle’ di fronte a Molenbeek, ha permesso di fermare due persone. La procura finora non ha voluto dare maggiori informazioni. Secondo alcuni media locali, la notte degli attacchi ci sono stati diversi contatti telefonici dalla capitale francese a quella belga, in particolare tramite messaggi inviati a due cellulari sul territorio belga. Le autorità ne stanno cercando il proprietario che avrebbe avuto un ruolo di “coordinatore”, ma questo non sarebbe tra i fermati di ieri. Intanto, secondo quanto raccontato durante gli interrogatori da Hamza Attou, uno dei due amici che Salah ha chiamato la notte degli attentati per farsi recuperare a Parigi, Abdeslam “era come come un bambino di 12 anni che piangeva” al telefono al punto da far “pietà”. “Non mi tradire”, avrebbe poi ripetuto ossessivamente e “nel panico” sulla strada del ritorno in auto verso Bruxelles. “Piangeva e gridava raccontando quello che era successo”, ha raccontato Hattou agli inquirenti secondo quanto scritto nel verbale degli interrogatori, “ci ha detto che aveva commesso gli attentati di Parigi, che era la decima persona a compiere questi attentati”.

 

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