LA MADONNA IN OSTAGGIO

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L’integralismo è un virus invisibile che si propaga tra l’ignoranza. Non è solo terrorismo, non uccide solo con le bombe. In un primo momento tenta, semmai, di cambiare la società dall’interno, sottolineando comportamenti ritenuti sbagliati e invitando a guardare con sospetto chi non si adegua a una morale religiosa nata dalla distorta interpretazione dei testi sacri. Odio e intolleranza si diffondono gradualmente, in un lungo processo di logoramento sociale.

Come quello che si sta verificando in un’Iraq divisa, non solo geograficamente, a metà. Da una parte la democrazia nata dalle ceneri della dittatura di Saddam, dall’altra il Daesh. Un Paese fragile in cui il fondamentalismo, non solo quello legato ai gruppi jihadisti, trova terreno fertile. Nei giorni scorsi ignoti attacchini hanno riempito i muri di chiese e abitazioni di cristiani di Baghdad con manifesti inquietanti. Vi era raffigurato il volto della Madonna, accompagnato da una scritta rivolta alle “nostre rispettabili sorelle cristiane”. “Fermati e rifletti: perché la Vergine Maria era velata? – si legge sull’affissione -. La Vergine Maria era velata poiché questa è la sunna dei profeti, emanata dal Signore e detestata da Satana. Tu devi seguire l’esempio della Vergine Maria, allora perché non indossi il hijab?”.

La notizia, riportata dal quotidiano online “Al Araby al-Jadid” ha subito destato timori nella comunità. Non saranno le “N”  rosso sangue di nassarah (cristiano in arabo) comparse più di un anno fa a Mosul, prima della persecuzione operata dal Califfato, ma si tratta comunque di uno schiaffo alla libertà religiosa. Un invito, nemmeno troppo implicito, rivolto ai musulmani, affinché facciano rispettare le proprie tradizioni anche ai membri di una religione diversa, basata su altre regole. Come, ed è questo che preoccupa di più, se si trattasse della legge dello Stato.

“Trovare questi manifesti attaccati sulle chiese o sul muro di casa è un messaggio delle milizie che dice ‘fa quello che dico, altrimenti per te non ci sarà più posto'”, ha commentato Hanna Sliwah, cittadino cristiano iracheno. Per Sliwah “indossare un certo tipo di abito è una questione personale che non ha nulla a che vedere con le credenze religiose”. In tal senso, la diffusione di questi manifesti “è una tragedia” e ancor più grave è il fatto che siano stati affissi “anche sugli edifici delle sedi istituzionali”, ha aggiunto il testimone, secondo cui “il Paese è ormai governato dalle milizie”.

Anche Maria al-Kaldani si è detta “sorpresa” di aver trovato “un grande manifesto attaccato all’entrata di un ufficio pubblico di Baghdad” dove si era recata per delle pratiche e che recava l’immagine della Madonna con la scritta “Figlie mie, indossate il velo”. “Come cristiani siamo molto preoccupati per le limitazioni alla nostra libertà e al nostro credo”, ha spiegato Kaldani. Di fronte a questa situazione “il governo non spreca una parola” e intanto i cristiani continuano a “ricevere minacce periodiche da parte delle milizie armate, che si sono impossessate della maggior parte dei beni dei cristiani a Baghdad”. Dal 2003 ad oggi, la comunità cristiana irachena è stata oggetto di attacchi, rapimenti, furti e minacce sistematiche da parte tanto di al-Qaeda che delle milizie fedeli a Teheran e più di recente dell’organizzazione dello Stato islamico, fatto questo che ha generato un esodo senza precedenti.

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