MORTALITA’ INFANTILE: UNICEF E OMS LANCIANO L’ALLARME In Africa subsahariana e sud est asiatico ancora si muore per malattie curabili

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mortalità infantile

Le condizioni dei bambini restano precarie nel terzo mondo, dall’Africa subsahariana al sudest asiatico. A lanciare l’allarme è stato l’Onu attraverso Unicef e Oms. Secondo il primo circa 180 mila minori sotto i cinque anni muoiono ogni anno in Africa sub-sahariana a causa di malattie intestinali legate al consumo di acqua non potabile e per le inadeguate condizioni igienico-sanitarie nei paesi della regione. Attualmente, circa metà della popolazione globale non ha accesso all’acqua potabile nell’Africa sub-sahariana e circa 700 milioni di persone nella regione scontano una mancanza di accesso servizi sanitari adeguati.

Mentre la popolazione dell’Africa sub-sahariana è raddoppiata negli ultimi 25 anni, l’accesso ai servizi sanitari è aumentato solamente del 6 per cento e quello ai servizi idrici del 20 per cento. L’Unicef denuncia che, in mancanza di un’azione rapida, la situazione potrebbe peggiorare drasticamente nei prossimi 20 anni, con l’aumento della popolazione che non trova corrispondenza negli sforzi governativi per migliorare l’accesso ai servizi essenziali.

Nel sud est asiatico, invece, circa 7.400 neonati muoiono ogni anno nel sud est asiatico: due terzi di questi decessi potrebbero essere evitati tramite delle misure poco costose. L’Oms ha invitato i governi ad agire urgentemente per contrastare questa piaga che causa circa 2,7 milioni di morti ogni anno tra i neonati. “E’ necessario potenziare gli interventi per le cure tempestive sui neonati in modo da prevenire complicanze e infezioni, principale causa dei decessi”, ha sottolineato Khetrapal Sing, direttore dell’Oms per il sud est asiatico. L’Organizzazione con sede a Ginevra ha richiamato inoltre ad un rafforzamento della forza lavoro nel settore sanitario, che rimane molto scarsa nella regione.

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