CRISI IN SIRIA, L’ONU ADOTTA UNA RISOLUZIONE PER DARE IL VIA AI NEGOZIATI DI PACE La risoluzione sottolinea la necessità di un immediato “cessate il fuoco” tra le parti e il bisogno di un monitoraggio della tregua, oltre che di un meccanismo di verifica da parte delle Nazioni Unite dell’intero processo politico di transizione

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Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu – al termine del lungo vertice di New York – ha adottato all’unanimità una risoluzione sulla Siria per dare il via ai negoziati di pace formali tra il governo e l’opposizione. La risoluzione chiede che “il segretario generale, attraverso il suo inviato speciale in Siria, Staffan de Mistura, convochi i rappresentanti del governo siriano e dell’opposizione” per dare il via a negoziati formali “su un processo di transizione politica urgente”. L’obiettivo è quello di far iniziare i colloqui “all’inizio di gennaio” al fine di stabilire entro 6 mesi un governo di transizione credibile e inclusivo per passare all’approvazione di una nuova Costituzione e ad elezioni – sotto l’egida dell’Onu – entro 18 mesi.

La risoluzione sottolinea la necessità di un immediato “cessate il fuoco” tra le parti e il bisogno di un monitoraggio della tregua, oltre che di un meccanismo di verifica da parte delle Nazioni Unite dell’intero processo politico di transizione. “È la prima risoluzione del Consiglio di Sicurezza che riguarda il processo politico in Siria e rappresenta quindi un passo importante su cui lavorare” ha dichiarato a caldo il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, subito dopo il voto. “Le Nazioni Unite sono pronte a lanciare negoziati in Siria mediati dall’inviato speciale dell’Onu, Staffan de Mistura”, ha aggiunto Ban.

“Approvando questa risoluzione il Consiglio di Sicurezza dell’Onu manda un chiaro messaggio: per la prima volta tutti sono stati capaci di intraprendere una nuova strada”. Così il segretario di stato Usa, John Kerry, dopo l’ok alla bozza sulla Siria. “Dobbiamo porre fine al bagno di sangue, alle azioni di terrore e ai bombardamenti, questo è l’obiettivo di oggi”, ha aggiunto.

La risoluzione sulla Siria non menziona però il punto cruciale: il futuro del presidente Bashar al-Assad a causa del “Niet” del Cremlino ad una sua fuoriuscita. Durante il vertice “si è parlato della questione del futuro di Bashar al Assad, ma la posizione russa è stata molto chiara, ossia che questo summit non era su Assad ma sul cercare di trovare un’opposizione accettabile per i negoziati e un accordo sulla lista dei gruppi terroristici” ha commentato Sergej Lavrov, al termine della riunione al Palace Hotel. “Speriamo che il governo di Damasco e l’opposizione abbiano l’opportunità di iniziare i negoziati in gennaio”, ha aggiunto il Ministro degli Affari Esteri di Mosca.

La riunione sulla Siria “è stata difficile ma si è conclusa bene con l’accordo sulla necessità di andare avanti e dare un forte mandato all’inviato speciale Onu Staffan de Mistura per avviare il negoziato tra i rappresentanti dell’opposizione e del regime” ha dichiarato Federica Mogherini da New York. “Ci aspettiamo che questo avvenga nel mese di gennaio”. L’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell’Ue ha precisato che l’Unione ha “molto spinto” perché l’avvio dei negoziati “avvenga e in tempi rapidi, per dare un segnale di speranza ai siriani e per aprire degli spazi di intervento umanitario che sono molto urgenti”. “La riunione di oggi segna un punto di passaggio importante”, ha concluso.

“Quella della comunità internazionale sulla Siria è una scommessa, ma se il processo parte le cose cambieranno” ha commentato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni al termine della riunione del Gruppo Internazionale di Sostegno sulla Siria a New York. “I paesi del gruppo hanno trovato un accordo sulla transizione: l’auspicio è che con la transizione arrivi il cessate il fuoco. Sono questi i due cardini della risoluzione che il Consiglio di Sicurezza si prepara ad approvare”, ha detto Gentiloni dopo la riunione. L’avvio di un processo di transizione in Siria, “se si incamminerà lungo i binari immaginati a Vienna” con la partecipazione dei gruppi di opposizione del regime, “provocherà un cambiamento che inciderà sui poteri attuali di Assad e su una sua uscita di scena”. Se ne è detto convinto il ministro degli Esteri. Gentiloni ha anche osservato che “la novità di Vienna” è stata di capire che alla fuoriuscita di Assad si può arrivare con il negoziato, anche se nei tre incontri di novembre e dicembre “le posizioni più distanti hanno avuto al centro i rapporti con Damasco”.

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