TENSIONI AL VERTICE UE, RENZI: “LA GERMANIA NON E’ IL DONATORE DI SANGUE DELL’EUROPA” Il premier ha chiarito di non voler attaccare la cancelliera tedesca, ma di avere il diritto di porre delle domande

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Scontri tra Italia e Germania al vertice dell’Unione Europea concluso ieri a Bruxelles. Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi – arrivato con largo anticipo sull’inizio dei lavori – ha avuto uno scambio acceso con la cancelliera tedesca Angela Merkel sull’Emu, l’Unione economica e monetaria e, in particolare, sulla questione della garanzia sui depositi bancari. “Non potete raccontarci che state donando il sangue all’Europa, cara Angela” ha detto Renzi rivolto alla cancelliera.

La discussione riguarda lo snodo della garanzia dei depositi bancari, dopo il completamento della sorveglianza bancaria unica e del sistema unico di risoluzione delle crisi bancarie. Le posizioni restano lontane fra chi, come l’Italia, è favorevole a procedere il più rapidamente possibile, e chi, come la Germania, continua a frenare e a rimandare le decisioni da prendere. “La posizione della Germania sullo schema di assicurazione depositi è ben nota, ma la ripeto: non vogliamo la comunitarizzazione dei depositi, come abbiamo detto all’Ecofin e al vertice” ha risposto la Merkel al termine del vertice Ue. “Vogliamo uscire più forti dalla crisi, abbiamo detto che serve sviluppare un miglior coordinamento economico e continuare l’Unione bancaria e l’Unione dei capitali, su questi punti ci torneremo” ha concluso la cancelliera. “È importante che l’unione bancaria sia completata con la garanzia europea sui depositi”, ha ribadito il presidente francese Francois Hollande.

Renzi, terminato il vertice, si è detto soddisfatto sia delle discussioni che della posizione italiana: “Ho portato dei dati” a fronte della “stravaganza della richiesta di procedura, in questo augusto consesso” da cui emerge che “chi è in ritardo è l’Europa, non l’Italia”. “Non ho attaccato la Germania – ha chiarito il premier -. Io ho posto delle domande e dei quesiti alla cancelliera Merkel, a cui mi lega amicizia e stima, ma ciò non mi impedisce di formulare quesiti. Ne ho fatti diversi, dalla questione degli aeroporti greci alle impronte digitali all’unione bancaria” ha ribadito Renzi.

“Io non attacco la Germania e non la attaccherò mai, ma ho detto che quando si tende a far credere che la Germania sia il donatore di sangue dell’Europa non è proprio così. Io credo che non sia così e ho fatto degli esempi concreti – ha proseguito Renzi -. Possiamo farlo perché siamo l’Italia, vorrei che non ci fosse l’impressione che se l’Italia pone domande allora vuol dire che si mette contro qualcuno. Io voglio portare un grande Paese al tavolo, non un Paese che ha paura della propria ombra. Dobbiamo uscire da questa cultura della subalternità” ha aggiunto Renzi.

Infine, il problema migranti. Lo schema di redistribuzione dei profughi da Italia e Grecia non funziona: secondo il presidente del Consiglio, “i numeri della relocation sono inaccettabili”. Come ha sottolineato al termine del vertice, “l’Italia sta facendo la sua parte e l’Europa no”. In particolare, “siamo al 50% degli hotspot e allo 0,2% delle relocation”. E non è neanche vero, come si è detto in Europa, che i numeri bassi dipendano dalla nazionalità dei richiedenti asilo che giungono in Italia, che non rientrerebbero fra quelle che ne hanno diritto (siriani ed eritrei): “ci sono 20 mila eritrei in Italia”, ha detto Renzi. L’Italia ha poi chiesto che anche gli afghani vengano considerati meritevoli di protezione internazionale: “sostenere che l’Afghanistan sia un paese tranquillo ci pare un errore; abbiamo punti di vista diversi su questo, per esempio con la Germania”, ha concluso.

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