L’illusione della parità

477
  • English
  • Español
riforma

In primo piano nel dibattito pubblico ci sono le questioni che attengono alla materia delle pari opportunità e al contrasto delle diverse forme di discriminazione, a partire dai luoghi di lavoro. Una di queste riguarda il ruolo e il funzionamento dei Comitati Unici di Garanzia (CUG) nel settore pubblico, introdotti con legge 183/2010, “Collegato lavoro”, in sostituzione dei Comitati per le pari opportunità e di quelli paritetici sul fenomeno del mobbing. La loro costituzione, secondo la direttiva del 4 marzo 2011, che detta le linee guida sulle loro modalità di funzionamento, è obbligatoria e in prima istanza la data di scadenza per assolvere a tale adempimento è stata il 22 marzo 2011, ragion per cui, tenendo conto che i componenti durano in carica quattro anni, quest’anno sono tutti in fase di rinnovo.

Ed è proprio in vista di questo appuntamento che sono stati avviati e sono in pieno svolgimento momenti di riflessione e confronto sul loro stato di attuazione e funzionamento e su quali modifiche apportare alle linee guida per rendere la loro azione più efficace e puntuale, anche in relazione alle eventuali criticità segnalate dalle singole amministrazioni. Come donne della Cisl, rinnoviamo il nostro convinto sostegno alla promozione e valorizzazione dei Comitati Unici di Garanzia consapevoli che una partecipazione più attiva del sindacato, non solo dal punto di vista propositivo e consultivo ma anche da quello più strettamente legato alla verifica e al monitoraggio delle azioni positive poste in essere per la prevenzione del disagio lavorativo possa dare un contributo importante alla realizzazione del principio di parità e pari opportunità sul lavoro.

Una partecipazione più attiva del sindacato vuol dire, in primo luogo, rafforzarne il ruolo all’interno dell’amministrazione giacché facilita le relazioni tra le parti e permette di instaurare un dialogo più costruttivo che si rivela poi utile anche in sede di contrattazione collettiva nazionale e di secondo livello, laddove collaborazione e disponibilità sono indispensabili.

Ciò anche in riferimento all’elaborazione di codici di condotta e buone prassi, che il decreto 05/2010 affida proprio alla contrattazione collettiva, per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di discriminazione e violenza, per la pianificazione della formazione più attenta al genere, per favorire più salute e sicurezza con specifico riferimento allo stress lavoro-correlato, per facilitare l’aggiornamento professionale e i percorsi di carriera specie dopo il parto o i periodi di cura, per monitorare ed eliminare le differenze salariali tra lavoratori e lavoratrici. In secondo luogo, è una grande opportunità per contribuire ad un corretto processo di riforma della pubblica amministrazione sempre più chiamata a dare risposte in materia di benessere organizzativo ed efficienza.

 

 

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY