PAKISTAN, CRISTIANI E MUSULMANI UNITI CONTRO IL TERRORISMO Organizzazioni, attivisti e leader religiosi hanno chiesto al governo un piano per combattere i gruppi estremisti

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In Pakistan organizzazioni della società civile, attivisti e leader religiosi cristiani e musulmani hanno partecipato nei giorni scorsi ad una veglia di preghiera a Faisalabad contro il terrorismo per chiedere al Governo di attuare un piano d’azione nazionale contro i gruppi estremisti. Nell’incontro, organizzato dalla Fondazione per la Pace e lo Sviluppo Umano, in collaborazione con l’Associazione delle Donne per la consapevolezza e motivazione (Awam) e con altre Ong, i presenti hanno suggerito una ricetta e una strada da seguire: “Sconfiggere l’estremismo e il terrorismo con l’istruzione”.

I partecipanti hanno assunto l’impegno di costruire pace e giustizia nella società. Il Direttore della Fondazione per la Pace e lo Sviluppo Umano, Suneel Malik, ha dichiarato in una nota inviata alla stampa: “Urge un’azione decisa verso le organizzazioni messe al bando, una riforma dei seminari religiosi e del sistema di giustizia penale. Inoltre, bisognerebbe riunire tutte le agenzie di intelligence sotto l’Autorità nazionale antiterrorismo”. Nazia Sardar, direttrice di Awam, ha aggiunto: “Bisogna affrontare le cause profonde e le varie sfaccettature dell’odio, a partire dal settore dell’istruzione, coinvolgendo la società civile. Questo è il migliore antidoto per combattere l’estremismo, la disuguaglianza e la discriminazione strutturale”.

I presenti hanno concordato sull’urgenza di elaborare un piano strategico di azione per promuovere tolleranza religiosa e pluralismo, e per introdurre una nuova normativa per sconfiggere il settarismo. Questo sarà possibile solo a partire dall’istruzione: in Pakistan 7,3 milioni di bambini in età primaria non frequentano alcuna scuola, in palese violazione della stessa Costituzione pakistana.

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