DANIMARCA CHOC: BENI REQUISITI AI PROFUGHI IN CAMBIO DI WELFARE

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L’ultima proposta choc in un’Europa che ha dimenticato l’accoglienza viene dalla Danimarca. Il governo di Copenaghen per far fronte all’emergenza immigrazione vorrebbe “espropriare” i profughi dei loro beni di valore, lasciandogli giusto quelli sentimentali, come le fedi nuziali, in cambio di asilo, assistenza sanitaria, alloggi e corsi di lingua. L’idea, che farà certamente discutere, è contenuta in una proposta di legge – ha riferito il Ministro per l’integrazione Inger Stoejberg – per portare i rifugiati in linea con i danesi disoccupati che possono beneficiare dell’assistenza se dismettono tutti i loro beni oltre i 1.500 dollari. Una misura che potrebbe essere approvata il prossimo mese.

Il progetto ha già sollevato un polverone e il governo danese è sceso in campo per difendere il controverso progetto di confiscare gioielli e altri effetti di valore ai migranti per finanziare il loro soggiorno, misura bollata da vari commentatori come “autoritaria” che ricorda la spoliazione degli ebrei. “Dei media hanno pesantemente criticato il fatto che in futuro potremmo confiscare gli effetti di valore dei richiedenti asilo e chiedere che si assumano i costi del loro soggiorno nei centri per i rifugiati”, ha scritto Stojberg su Facebook.

Il ministro faceva allusione, senza nominarlo, al Washington Post, che ha stigmatizzato Copenaghen sostenendo che il progetto di legge ha una “connotazione particolarmente dolorosa in Europa” e può essere assimilata alla spoliziane degli ebrei operata dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale.
“Queste critiche non sono giustificate”, ha proseguito Stojberg, del partito di destra Venstre il cui obiettivo è quello di ridurre l’immigrazione al minimo mentre il Primo ministro Lars Lokke Rasmussen ha lamentato “un ritratto erroneo della Danimarca”.

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