BERGOGLIO: “CON LA SUA POVERTA’ DIO SCUOTE CHI ACCUMULA FALSI TESORI” Il Papa ha ricevuto le delegazioni di alcune scuole trentine e bavaresi. "Il Presepe ci dice che il Signore non s'impone con la forza"

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Con la sua povertà Cristo scuote quanti si affannano ad accumulare i “falsi tesori di questo mondo”. Lo ha detto il Papa ricevendo in udienza, nell’Aula Paolo VI, le delegazioni provenienti dal Trentino e dai comuni bavaresi di Hirschau, Schnaittenbach e Freudenberg per il dono del Presepio e dell’Albero di Natale allestiti in Piazza San Pietro. “Il presepe – ha ricordato il Papa – ci dice che Dio non si impone mai con la forza. Per salvarci, non ha cambiato la storia compiendo un miracolo grandioso. È invece venuto in tutta semplicità, umiltà, mitezza. Dio non ama le imponenti rivoluzioni dei potenti della storia, e non utilizza la bacchetta magica per cambiare le situazioni. Si fa invece piccolo, si fa bambino, per attirarci con amore, per toccare i nostri cuori con la sua bontà umile; per scuotere, con la sua povertà, quanti si affannano ad accumulare i falsi tesori di questo mondo”.

“Gesù – ha osservato il Papa nel corso dell’udienza – non è semplicemente apparso sulla terra, non ci ha dedicato solo un po’ del suo tempo, ma è venuto a condividere la nostra vita e accogliere i nostri desideri. Perché ha voluto, e vuole tuttora, vivere qui, insieme a noi e per noi. Gli sta a cuore il nostro mondo, che a Natale è diventato il suo mondo. Il presepe ci ricorda questo: Dio, per la sua grande misericordia, è disceso verso di noi per rimanere stabilmente con noi”. Bergoglio cita San Francesco: ” quando inventò il presepe – ci dicono le Fonti Francescane – desiderava ‘fare memoria di quel Bambino che è nato a Betlemme’ per poter ‘in qualche modo intravedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato’. In quella scena, infatti, ‘si onora la semplicità, si esalta la povertà, si loda l’umiltà'”.

Ecco, dunque, l’invito di Francesco “a sostare davanti al presepe, perché lì la tenerezza di Dio ci parla. Lì si contempla la misericordia divina, che si è fatta carne umana e può intenerire i nostri sguardi”. “È bello che sia presente in questo presepe una figura, che coglie subito il mistero del Natale. È quel personaggio che compie un’opera di bene, chinandosi per porgere aiuto ad un anziano. Egli non soltanto guarda Dio, ma anche lo imita, perché, come Dio, si china con misericordia verso chi ha bisogno. Questi vostri doni, che stasera saranno illuminati, possano attirare tanti sguardi e soprattutto ravvivare nella vita la luce vera del Natale. Vi ringrazio! E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me”, ha ricordato Bergoglio ringraziando i piccoli malati ricoverati nei reparti di oncologia che hanno decorato le palline del gigante abete in piazza San Pietro.

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