CONSIGLIO EUROPEO, RENZI ATTACCA: “L’UE NON PUO’ ESSERE SOTTO LA GUIDA TEDESCA” Il premier ha definito "surreale" il caso delle impronte digitali e ha invitato l'Europa a non fare gli interessi di un solo Paese

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La politica dell’Unione Europea non può essere dettata dalla sola Germania. L’attacco di Matteo Renzi arriva nell’ultimo vertice di un 2015 difficile per l’Ue che ha dovuto affrontare la crisi greca e l’emergenza terrorismo. Il premier, scatenato, ha definito “surreale” l’apertura di una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per la questione delle impronte digitali e ha parlato di una Ue “timida” sulle politiche per l’immigrazione e sostanzialmente tentata dal doppiopesismo quando si tratta di scelte che interessano Berlino, come quelle per il gasdotto North Stream. L’Unione europea non può essere sotto la guida di un solo Paese, la Germania: deve cambiare strada e abbandonare il fronte dell’austerità per aprirsi a politiche favorevoli alla crescita e all’occupazione, ha detto il presidente del Consiglio ai colleghi del Pse nel pre-vertice cui partecipa prima di arrivare al Consiglio europeo.

Secondo quanto riferito da diverse fonti presenti all’incontro, ha evitato di criticare esplicitamente la Cancelliera tedesca Angela Merkel, esortando però alla creazione di un’Europa più collegiale e più solidale, più attenta alla creazione di posti di lavoro che ai bilanci contabili. Quindi ha ribadito alcuni concetti espressi negli ultimi giorni sulla condotta delle aziende tedesche, accusandole di essere pronte a fare affari con la Russia, a cominciare dal progetto di raddoppio del North Stream, nel momento in cui sono in vigore le sanzioni contro Mosca e dopo che Bruxelles ha bocciato il South Stream, che interessava l’Italia, in nome dell’esigenza di diversificare i fornitori di gas.

Nel chiuso del Consiglio, Renzi ha ricordato anche che i tedeschi si sono comprati tutti gli aeroporti delle isole greche. Uscendo dalla riunione al Pse, pochi giorni dopo l’avvio della procedura d’infrazione ai nostri danni, davanti alle telecamere ha respinto al mittente ogni critica sul fronte dei migranti: “L’Italia ha fatto molto e sono contento dei passi avanti dell’Ue, anche se li trovo un po’ timidi. I ricollocamenti in questo momento – ha sottolineato – sono meno dell’1% di quanto promesso”. Anche sul nodo spinoso delle impronte, che l’Italia non avrebbe raccolto a sufficienza, definisce la discussione “surreale”. “I riconoscimenti, anche quelli fotometrici, vanno fatti. E noi lo facciamo da mesi: siamo ormai oltre il 90% dei nostri impegni. Una polemica – ha concluso – che ha poco senso di esistere”.

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